[Pedro Almaviva]
 


Autoritratto






mercoledì, 29 settembre 2004

Gemini (may 21 - june 20)

This is Walk Your Talk Week for you Geminis. More than any other time this year, you will have everything going for you when you concentrate on translating your highest ideals into practical actions. Live up to your hype, you beautiful dreamer. Fulfill your promises. Call on all your ingenuity to create effects that are in harmony with your intentions. You are now capable of being as free of hypocrisy as it's possible for a human being to be.

postato da pedro.almaviva, 10:51 | link | commenti (4)

lunedì, 27 settembre 2004

Semel in anno

Ogni anno almeno una volta rifaccio sempre lo stesso errore: compro, o mi viene data in omaggio, una rivista femminile e puntualmente, sfogliandola, mi ricordo perché non ne compro più.
Anche io da adolescente ho comparto 100 Cose - che adesso credo sia fallito - o in tempi più recenti Glamour. Erano per me – per quanto possa suonare triste e patetico – il tramite per accedere a quello che pensavo fosse il mondo reale. Causa orari e regole che neanche ad Alcatraz, in casa mia non è che avessi tutta questa libertà, per ciò usavo, come molti fanno con TV e computer, la carta patinata come finestra sul mondo.

Diversi anni - e diverse sportellate sul setto nasale dalla realtà – dopo, mi ritrovo per le mani le stesse cose e le guardo con occhi molto diversi.

Tra riviste sfogliate a casaccio in estate e recenti acquisti (allegati a quotidiani, intendiamoci) mi sono saltati all’occhio un po’ di esempi/articoli che motivano la mia repulsione per le cosiddette riviste femminili. Di seguito i titoli.

-         Donne che amano viaggiare: ah, sì? E con quali soldi? Che se mi dicono come fare anche io mi sparo 6 mesi di seguito con zaino in spalla e sacco a pelo e vado a fumarmi una canna con uno sherpa. Così mi si rivela il senso della vita anche a me.

-         Ultima novità: Il parto in casa. L’idea è quella di evitare le orribili sale operatorie (che per caso però hanno anche kit di rianimazione e altre bazzecole in caso di complicazioni) e di partorire in un posto – che sia casa propria o una struttura simil ospedaliera – più accogliente. Ora io non ho esperienza neanche indiretta della cosa però a naso non mi sembra un’idea orribile e così procedo alla lettura. In Olanda il 30% delle donne ha fatto questa scelta. Ah, ecco. Penso agli ospedali e ai servizi in generale in Olanda, penso a quelli italiani, provo anche a figurarmi una scena in cui una poveretta cerca di organizzare qualcosa di simile qui da noi avendo “solo” 9 mesi a disposizione. Un’amara risata e cambio articolo.

-         Moda: Eleganza surreale. Lo so, qui è troppo facile. È come sparare sulla croce rossa. Però io vorrei sapere chi, come e perché qualcuno dovrebbe comprare un paio di scarpe in coccodrillo (poi dicono che i coccodrilli sono incazzosi) alte 12 cm e con la zeppa in plexiglass. Giuro che le ho viste sulla foto. Pensa correre dietro al pulmann o guidare la macchina con quegli aggeggi ai piedi. Pensa solo far arrivare il sangue al cervello, ché di solito scarpe simili sono oltre che brutte anche strette. Altri vestiti presentati? Belli, bellissimi davvero. Però coi soldi per una di quelle magliette mi ci faccio un guardaroba completo.

Tutto il resto sono: creme costosissime che promettono la stessa faccia di quella nella foto – che se va bene ha 15 anni ed è ritoccata con photo shop – case di miliardari “indecisi” tra il minimal e l’antica India, mostre d’arte interessantissime (lo sono davvero) che si terranno a New York – aspetta che guardo l’agenda e vedo se sono libera e se mi avanzano i soldi per il biglietto aereo -  e l’immancabile novità nel fitness/danza, magari carina, che però si può provare solo in una esclusivissima palestra o in un piccolo teatro di Milano o Roma.

Mi chiedo: a parte ricordarmi tutto quello che non posso avere, per denaro o per altri motivi, e farmi mangiare il fegato all’idea che coi miei prossimi guadagni non so se riesco a pagarci tutte le bollette, figurarsi fare altro, che cosa ho imparato dalle pagine di questa rivista?

Meno male che il bidone per la raccolta differenziata della carta è vicino all’ascensore qui nel palazzo.


postato da pedro.almaviva, 13:04 | link | commenti (2)

lunedì, 13 settembre 2004

Oggi ho visto le scarpe più brutte del mondo

Un paio di adidas tipo starsky&hutch

Bianche con le strisce blu

A punta

Col tacco

E sono sopravvissuta.

Altro che sesso debole.

postato da pedro.almaviva, 22:02 | link | commenti (3)

giovedì, 09 settembre 2004

Gemelli (21 maggio - 20 giugno)

Se credi che il corpo sia intrinsecamente peccaminoso o se le allusioni alle tue parti intime ti scandalizzano, smetti di leggere. Sei ancora lì? Bene. Il fatto è, caro Gemelli, che questo è un periodo perfetto per celebrare, esplorare e reinventare il rapporto con i tuo genitali. È un tuo dovere sacro strappar via tutto ciò che di negativo puoi avergli associato in passato. Fa' tutto quello che serve per arrivare a comprendere che i tuoi organi sessuali sono uno dei doni più sublimi che il Divino Creatore ti ha dato. Goditeli, benedicili, insegnagli più disciplina e, in generale, innalzali allo stato di esaltazione che si meritano.


postato da pedro.almaviva, 15:53 | link | commenti (2)

mercoledì, 08 settembre 2004

Per evitare la coda agli sportelli è disponibile il nuovo servizio Raccomandata online. Per informazioni, chiedere agli sportelli.

Ecco, certe volte è così che uno si sente. Una soluzione c'è, ma te la può dare solo il problema per cui stai cercando la soluzione.

Metafisico? Cervellotico? No, è il cartello che campeggia all'ufficio postale di via Marsigli 22 qui a Torino.
Se vuoi evitare la coda agli sportelli chiedi agli sportelli: geniale!
Da oggi è la mia filosofia di vita o meglio una buona metafora per quando uno è in difficoltà.
Quasi quasi faccio stampare delle magliette e le vendo. Un successo garantito.




postato da pedro.almaviva, 12:48 | link | commenti (3)

martedì, 07 settembre 2004

Io con l'elettricità me la cavo.

Con questa lapidaria frase, cui ha aggiunto, "mi sono riparata la lavatrice", la mia signora delle pulizie mi ha freddata.
Io, fior di ingegnere che non sa avvitare 2 bulloni, lei con la quinta elementare presa al serale.
Non lanciatemi sassi, non è razzismo. Non è "laurea contro licenza" ma anzi il contrario: sostengo da sempre che l'intelligenza (filosofica o tecnica, poco importa) è un dono. Uno può passare tutta la vita a ingoiare libri, a volare altissimo e dirsi "Ehi, Einstein era pa' piciu!" eppoi all'atto pratico ha l'autonomia di un poppante.
Mentre la mia signora tutto fare (che comincia presto, finisce presto MA pulisce il water)ci è nata con questo dono.
Magari se le presto un libro ci si addormenta davanti, fosse anche un romanzo di Stephen King, ma quando si tratta di soluzioni pratiche, mostra un acume che non ha precedenti.
Non è esperienza, c'è un che di artistico e originale nella sue soluzioni.
Mi ha anche riparato il lavandino. Quasi quasi venerdì le chiedo se mi cambia i neon nei mobiletti per la cucina. Ovviamente dietro congruo compenso.

Non sono di sinistra solo in cabina elettorale.







postato da pedro.almaviva, 15:52 | link | commenti (5)

lunedì, 06 settembre 2004

Il Bain, il Soin e il Rituelle: fanno 23 euro e 50 cents, grazie.

Forse perché sono ancora schiava dei vecchi ritmi da studente prima e lavoratore dipendente poi, ma mi capita spesso di organizzare commissioni, shopping e altre amenità per il sabato mattina o peggio ancora pomeriggio.
Quale che sia il motivo io lo faccio e così mi capitano una serie di cose che vogli buttare nella blogosfera, più che altro per liberarmene.
Premetto che ero e sono incazzata come una scimmia urlatrice, ma il perché non sarà, almeno per ora, oggetto di post.
Mi sveglio piuttosto presto perché sono convinta di avere un mezzo gancio con mio padre in mattinata ed poiché lui è sicuramente sveglio dalle 6, voglio evitare di farlo aspettare. Parte la solita sequenza: caffè, passeggiata del cane, pappa del cane, doccia, mini-colazione eppoi telefonata.
D: Ciao pa. Allora, quando ci troviamo?
P: Ma io sto andando sulla cyclette.
D: Ok. Quando arrivi a destinazione e ti sei fatto una doccia, dove andiamo e a che ora?
P: Chiama tua sorella. Lei stamattina ha da fare.
D: Questo cosa c'entra?
P: Viene anche lei con noi. Chiamala. Ciao.
Click.

Ok, parte il Fanculo n°1.
Però penso anche che ormai sono up and running, come si dice, quindi quasi quasi vado a fare le mie commissioni, ché già mi immagino che oggi pomeriggio non ci sarà il tempo per farle.

Arrivo in centro, parcheggio senza problemi e raggiungo la prima tappa: negozio semi-sportivo per velisti o presunti tali, unisex (i vestiti, non i velisti). 
C'è in saldo uno dei tre modelli di scarpe al mondo che il suzukimarito riesce a indossare e che anche io vorrei comprare per me. Le sue ci sono. Chiedo quelle da donna, ma la risposta è: "Mi dispiace, abbiamo solo 2 paia misura 37". Io aggiungo che non devono necessariamente essere blu, che siccome sono comode prendo anche la tinta verde nausea, ma niente. Due paia numero 37 sono le ultime rimaste da donna. Di solito vanno quelle da uomo; tuttavia proprio quest'anno hanno venduto moltissimo soprattutto alle donne.
Fanculo N°2.

Esco attraverso la piazza e vado a cercare un paio di stivali. Visto quello che costano devono essere fatti come dico io, sennò niente.
D - Buongiorno. Vorrei un paio di stivali fatti bla..bla..bla. col tacco bla...bla...bla...
C- Non ci sono ma arriveranno. Non so dirti quando. Ti conviene passare tutte le settimane e anche così quando arrivano se li vendo poi non li riassortisco.
D- Grazie, ciao.
Penso: certo, perché io non ho un cazzo altro da fare che piantare una tenda davanti a questo negozio. E anche se fosse così, anche se piantassi la tenda, mi basterebbe allontanarmi per andare in bagno che qualcuno potrebbe entrare, comprare gli stivali e uscire.
Fanculo n°3.

Passo a farmi riparare il cinturino dell'orologio -cosa di cui ovviamente mi frega relativamente poco- e come per magia la risposta è: "certo, non c'è problema. Passi la prossima settimana a partire da martedì pomeriggio". Non poteva dirmelo quello delle scarpe o la tizia degli stivali? Macché. Ami chi non t'ama e non ami chi ti ama. E' la legge della giungla e vale sempre, per tutto.
Mi ricordo poi d'improvviso che è passato il compleanno della sorella Eloiseblog, e mi dirigo in un bel negozio a cercare qualche borsetta che io non riuscirei ad abbinare neanche se la comprassi nera, ma che lei troverà il modo di usare.
Non trovo niente sotto i 200 zillioni di euro, tranne una borsetta carina. Scoprirò poi dopo che vuole regali per la casa ma, anche se fosse stata la borsetta il suo preferito, non avrei dovuto andare in prigione per debito per acquistarla.
L'umore è migliorato allora prendo l'iniziativa e mi dico che mi merito di fare una piega dal parrucchiere. Entro decisa, convinta che si tratti di uno dei saloni della catena francese JLD, ma quando sono dentro mi rendo conto dell'errore. Purtoppo è già troppo tardi.
Ho infatti già pronunciato senza volerlo la parola "shampoepiega" ed ho già addosso uno di quei camici che rendono goffa anche una topmodel. Un tizio troppo sorridente - troppo per i miei gusti e anche in assoluto - mi fa accomodare e mi dice che mi faranno una consulenza per il mio tipo di capelli. Una consulenza??!!!
Dopo avermi rifilato un sacco di panzane sul perché i miei capelli sono secchi come sono - l'ereditarietà e il fatto che non li tagli da un'era geologica ovviamente non sono state prese in considerazione come possibili cause - mi sono ritrovata al lavello per lo shampoo. Eccomi la, su una poltrona che ci si sta in 4, con la shampista che mi aggiusta lo schienale e l'appoggio per le gambe con un telecomando. Penso: "vabbè, almeno è comodo e il prezzo della piega scritto sul listino è persino meno di quello che pago di solito". Mi fa pure un massaggio alla testa. Scopro anche che lo shampoo non è più lo shampoo ma è il Bain, mentre il balsamo è diventato il Soin e che andare a farsi lo shampo e la piega è diventato il Rituelle.
Naturalmente mentre mi asciugano i capelli trovo il tempo per leggere la loro rivista: il salone del parrucchiere non è più solo un salone, è un luogo dove il tempo si ferma, dove ci si può rilassare e chiudere il mondo fuori, dove si può ritrovare se stessi. Pensa a quei coglioni che vanno in psicoterapia e che, con una maschera per capelli fatta in un salone arredato seguendo il feng shui avrebbero ottenuto risultati migliori.
In un tempo ragionevolmente breve mi ritrovo con la testa a posto - sul collo e ben pettinata - e davanti alla cassiera. Riecco il sorriso eccessivo: "Fanno 23 euro e 50 grazie".
'Sti cazzissimi.
Fanculo n° 4.
Il resto della giornata è facile e piuttosto in discesa: sono arrivati mio padre e mia sorella, abbiamo trovato i regali per mia madre, abbiamo girato per libri, sono tornata a casa, mi sono fatta una doccia, truccata e pettitata. A seguire: aperitivo e cena.

Non ho una conclusione intelligente da dare a questo post.

Posso però considerarmi in credito di 4 Fanculi?





































postato da pedro.almaviva, 14:27 | link | commenti (14)

venerdì, 03 settembre 2004

Dimmi dove vivi e ti dirò: boh?

Vivo a Torino da ormai 29 anni, ma non sono nota per essere una persona che conosce bene la sua città nè nella sua topografia (lo so, lo so, era un accampamento romano, ha tutte le strade disposte perfettamente a griglia e perdersi qui è come perdersi a Puffolandia) nè nella sua evoluzione.
L'aspetto topografico è da imputarsi a cause esterne: non avendo una grande vita sociale in gioventù, mi muovevo lungo le strade per raggiungere sempre gli stessi posti e nel timore di tardare non ho mai sperimentato percorsi alternativi. In sostanza ovunque io debba andare passo sempre dal Politecnico.

Perdersi l'evoluzione è invece quasi una scelta, per quanto reversibile. Così ieri ho scoperto che ci sono 2 sale cinematografiche 2 all'Alfieri (che nella mia mente era ancora un teatro e basta), che hanno aperto (da quanto?) una nuova favolosa gelateria il cui gelato vale la fama che si è fatta e che anche l'informatissimo suzukimarito - talmente torinese che berrebbe il Po, se fosse potabile - non era al corrente di alcuni di questi cambiamenti.

Come se non bastassero le soprese, dall'Inghilterra mi scrive via MSN un'amica che bazzica come me sui forum dedicati alle serie TV americane - il cosa, il dove e forse anche il perché su questo argomento saranno un giorno oggetto di uno o più post - e che rimane basita alla notizia che vivo a Torino. Lei lavora a Londra e, a quanto pare, è appassionata di architettura italiana; sfogliando i suoi libri fotografici sull'Italia è rimasta conquistata dalla bellezza (sì, ha detto beauty) della nostra città.
Non che non l'avessi notata, ma a questo punto, dopo un simile stimolo, credo che organizzerò un mini tour.

Non sono una fan di questa città ma vorrei per una volta provare a fare un passo indietro e guardarla con occhi nuovi.

Off Topic: Puffolandia. I puffi erano circa cento, se non sbaglio, ma vivevano in 5 fungoni velenosi - nei porcini uno non ci può vivere a lungo senza fargli fare la fine della casetta di marzapane - che ne avranno potuti ospitare al massimo 5 all'interno. I conti non tornano ed è che queste cose sono sempre fatte da persone che pensano che tanto, ai bambini, si può rifilare più o meno qualcunque idiozia. Intanto vado a preparare il DVD che oggi a pranzo devo registrarmi Gundam, anche se gli hanno messo una sigla nuova, restaurato la pellicola e ridato ai personaggi i nomi originali giapponesi.
E' come aspettare il 25 dicembre sapendo che Babbo Natale non esiste.





postato da pedro.almaviva, 11:45 | link | commenti (1)

mercoledì, 01 settembre 2004

Nego tutto, anche l'evidenza.

Avevo detto che volevo il freddo? Sì, vero. Avevo per caso detto che volevo la pioggia e l'umido? Non mi pare. Quindi nonostante il caldo afoso abbia subito una battuta d'arresto non sono affatto contenta.

Che rompi palle, eh?

Ieri parlando con amici si discuteva di rientro sul lavoro e del ricominciare con la vita di tutti i giorni. Sono stata credo l'unica ad essersi dichiarata contenta di essere tornata e contenta di lavorare.
Quindi non solo mi piace l'autunno ma anche il rientro.

Vedo profilarsi all'orizzonte il ricovero coatto.


postato da pedro.almaviva, 16:29 | link | commenti (8)