[Pedro Almaviva]
 


Autoritratto






mercoledì, 29 dicembre 2004

Let go

C'è una zavorra che mi porto dietro, oltre ai chili gentilmente offerti dalle feste, e di cui vorrei finalmente potermi liberare. Vorrei gioire per aver vinto uno sconto per un cellulare nuovo o semplicemente perché oggi c'è il sole o perché stasera vedo qualche amico per una festa di compleanno a sorpresa.
Vorrei essere in generale contenta quando arriva qualcosa di buono - qualsiasi cosa - ché le belle notizie sono merce rara di questi tempi.
Invece per bene che vada la mia reazione è l'indifferenza, alternata ad una costante ed incessante incazzatura per ogni minima cosa. E non è solo un periodaccio o l'avere foschi pensieri per la testa, ma una condizione da cui sto cercando a fatica di liberarmi. Però poi basta un attimo e tutto torna come prima, anzi io torno come prima, come sempre.
Prima o poi riuscirò a riprendere il percorso che stavo facendo: la strada l'avevo trovata, devo solo ricordarmi in quale cassetto ho messo via la mappa.




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martedì, 28 dicembre 2004

Ho sonno e...

- Dovrei telefonare ad una cliente simpatica come un dito insabbiato in un occhio e non ho voglia
- Dovrei chiamare per fissare un check up ai freni della mia macchina, ché scoprire che davvero non funzionano ai 150 km orari non mi va
- Dovrei completare 4 pallosissimi file Excel
- Dovrei sfruttare quel cazzo di abbonamento in palestra, ché non ho il becco di un quattrino e quelli che avevo li ho buttati in un abbonamento che non uso. Motivazione? Ho preso quasi 2 chili negli ultimi giorni
E invece sono qui che bloggo. Mah.





postato da pedro.almaviva, 09:29 | link | commenti (2)

mercoledì, 22 dicembre 2004

Non sono più sola...

Ho trovato (ma lo immaginavo, essendo la mia migliore amica da 18 anni) chi mi tiene compagnia in questo amore per il deliquio che è l'atmosfera di Natale: lei

postato da pedro.almaviva, 12:07 | link | commenti (3)

Galleria degli orrori: De saund ov sailens

Lo ammetto, l'altro giorno mi sono scaricata l'mp3 del classico natalizio di Bing Crosby "Jingle Bells Rock". Almeno 10 cd della mia collezione si sono crepati, mentre quelli del coniuge, polemici e contestatori come il loro proprietario, sono scesi in sciopero ed hanno minacciato di andarsene, ché non vogliono dividere la casa con certi orrori musicali.
Allora io ho tirato fuori la minaccia delle minacce - parlo ai CD, sissignore, e allora? - e cioè farmi dare da Carrefour il cd (ma secondo me è una cassetta, dato il livello della play list) che suona, anzi imperversa, da settimane all'interno del supermercato e che raccoglie non solo canzoni natalizie, ma altre canzoni che col Natale condividono solo l'atmosfera stucchevole e gli arrangiamenti pacchiani con quartetti d'archi a profusione.

Il picco artistico raggiunto dalla suddetta raccolta è una cover del celebre "The sound of silence" di Simon e Garfunkel; a parte gli arrangiamenti, che neanche col piano Bontempi si sarebbe potuto far peggio, il pezzo è abilmente cantato da una voce femminile palesemente italiana con una pronuncia inglese imbarazzante. Avete presente - spero per voi di no - quei concorsi canori che si vedono sulle piccole reti televisive locali, in cui i concorrenti sfoggiano ora, nel 2004, pettinature che erano già brutte negli anni '80 e strillano in un microfono pensando che bella voce sia sinonimo di squarciagola? Ecco, questa cover è qualcosa del genere.

Oltre ad essere colpita dalla oggettiva bruttezza del pezzo, che mi accompagnava nel mio giro al reparto latticini, mi sono chiesta, tra una scamorza e un'imitazione del philadelphia: che cazzo c'entra nella scaletta di una compilation per Natale il pezzo di S&G?
E' vero che sotto Natale si sentono sempre le solite riflessioni retoriche e nauseanti, nella loro falsità, sulle donne sfruttate, i barboni dimenticati e i bambini che muoiono di fame e che poi s'impacchetta il tutto e si fanno 2 servizi al tiggì, qualche cd di carità pelosa e dopo il botti di capodanno i poveracci tornano nel dimenticatoio.
Forse che le signorine del punto informazione - chissà perché m'immagino da sempre che siano loro a selezionare la musica che si sente nel supermercato - volevano ricordarci che non è mai troppo tardi per riflettere sull'indifferenza che ci avvolge? Che è ora di rompere il silenzio-assenso con cui guardiamo passivamente a quello che succede (senza andare sui bambini dell'Iraq, basta ricordare che Berlusconi è il presidente del consiglio) senza mai intervenire?

Oddìo che rivelazione! Ora l'insalata con la mozzarella Primo Prezzo non avrà mai più lo stesso sapore.










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giovedì, 16 dicembre 2004

Per rinfrancar lo spirito tra jingle bells e wish you a merry xmas

This is my lover's prayer
I hope it'll reach out to you, my love
This is my lover's prayer 
And I hope you can understand it, my love 

My life is such a weary thing
But it might be old pressure bringing rain
You keep wanting, waiting and wishing
When I know deep down that I'm not to blame 

What you gonna do tonight
When you need some loving arms to hold you tight
What you gonna do tonight 
When you need my heavy voice to tell you good night 

Honey but you can't let that be no problem
You've got to come home and help me solve it
[Yeah] I won't be missing you 
And honey, my lover's prayer would be all over 

What can the matter be [now]?
It can't be too serious, we can't talk it over
Living in this misery, darling 
You can't make my life all over 

Honey but don't you let that be no problem
Just come on home and help me solve it
[Dear] I won't be missing you
And my lover's prayer would be all over 
It got to be all over 
Honey, all over 
Don't keep my life going round so many circles 

I won't be missing you
I won't be missing you
And my lover's prayer won't be all over 

This is my lover's prayer
Come on y'all
This is my lovers prayer 
And I hope it reaches out to you 
This is my lover's prayer 
I hope it gets to you

postato da pedro.almaviva, 14:59 | link | commenti (9)

lunedì, 13 dicembre 2004

Din Don Dan

Mi è arrivato un regalo inaspettato ma non è detto che riesca a "sfruttarlo" come si deve. Intanto fa troppo caldo per essere quasi Natale e addirittura non sembra di essere in quel periodo dell'anno. Poi uno va a fare la spesa e viene rincoglionito da orrende canzoni natalizie per tutto il tempo, esce e viene accecato dagli addobbi, guarda il conto in banca e lo vede "dimagrire" e capisce che il Natale è arrivato con tutti i crismi o quasi.
Lo si capisce anche dal fatto che nelle aziende, per quanto uno rompa i coglioni, alla prospettiva di produrre un qualche risultato (tipo anche solo fare una fotocopia) prima di Natale tutti fingono malori, o impegni improrogabili - col panettone magari, ma sono pur sempre impegni - pur di evitare di fare qualcosa. Non a caso ho comprato da tempo l'agendina del 2005 e sto cominciando a fissare appuntamenti per gennaio.

Visto che navigando per blog vari ho trovato riferimenti a calendari dell'avvento (quelli veri, non questi) e altre amenità natalizie, confesso che ho provato una punta di nostalgia nel ricordare certe cose dell'infanzia che caratterizzavano questo periodo. Oltre ai regali - anzi AL regalo, ché i miei avevano pochissimi soldi e potevano farci solo un regalo a testa - tutti gli anni c'era il rito del presepe. Per quelli di voi che non mi conoscono, io sono terrona doc, pugliese, figlia di pugliesi e con parenti solo pugliesi - almeno quelli diretti, gli acquisiti non contano - e a noi terroni Babbo Natale non ha mai detto un granché. Quindi vai di presepe, con tanto di culla vuota fino alla sera del 24 dicembre, quando Gesù Bambino arrivava e, già che c'era, portava anche i regali a me e alla sorella Almaviva. Naturalmente i magi erano lontani, tipo sul mobile affianco alla scrivania su cui era poggiato il presepe.
Con gli anni sono cominciate le contaminazioni: niente muschio, niente laghetti, niente casuzze in lontananza e il presepe schiaffato sotto l'albero, che in proporzione sembrava una sequoia. Gesù Bambino n°1 è finito in una fessura del termosifone, dove io e mia sorella ci divertivamo a farlo scivolare per vedere se usciva dall'altra parte, ed è stato rimpiazzato dal n° 2, il quale però era tutt'uno con la culla, quindi si doveva mettere già prima del 24, oppure lasciare lo spazio vuoto nel mezzo e sperare che Giuseppe e Maria andassero all'Ikea per tempo a comprare un lettino e la giostrina dei sogni per farlo addormentare.

Non so dove sia finito il presepe, forse vicino alla triste scoperta che sono i tuoi a farti i regali, la prima vera delusione di tutta la vita, seguita da un buon numero di altre di cui si farebbe volentieri a meno.

Intanto l'anno sta per finire e io non ho portato a termine il buon proposito di visitare un Sex Shop.
Oddio magari ci troverei qualche strenna interessante se avessi il coraggio di entrarci.








postato da pedro.almaviva, 15:58 | link | commenti (18)

I am almost done un paio di palle.

Quelle dell'albero, ovviamente. Le ho comprate ieri da Auchan (20 per meno di 3 euro: ma sì, crepi l'avarizia) insieme a un festone o come diavolo si chiama.
E ovviamente l'albero fa schifo, pietà e misericordia e va rifatto. Non era un problema di aggiunta di addobbi.

E' come la mia vita in questo momento.

E' come se uno dicesse del trucco di Platinette: " basterebbe alleggerire il fard".




postato da pedro.almaviva, 12:14 | link | commenti (4)

venerdì, 10 dicembre 2004

I am almost done

Tradotto male potrebbe sembrare "sono quasi fatta". Non che sia lontano da vero, ma mi riferisco al fatto che ho quasi finito la lista (quest'anno breve, a causa delle ristrettezze finanziarie) dei regali da comprare. Nel frattempo, in un rigurgito di efficienza che mi spaventa, il mio provider ha fatto il suo dovere e sono ora felicemente connessa a 1.2 Mb. Oddio in realtà a meno, perché il computer principale è stato "intasato" dal suo proprietario che occupa la banda per scaricarsi qualunque cosa, lasciando a me le briciole.
Credo che lo punirò addobbando la casa oltre ogni limite, trasformandola in un incubo di kitsch natalizio e costringendolo a portare boxer rossi con sopra stampate frasi a doppio senso sui pini natalizi.


postato da pedro.almaviva, 16:43 | link | commenti (1)

giovedì, 09 dicembre 2004

L'albero parte 2

Adesso voglio sapere se qualcuno sa i nomi delle decorazioni natalizie.

Perché le palle le conosco anche io (niente ironia, please), ma quei "serpentoni" dorati o argentati (in realtà ora ci sono in vari colori) come diavolo si chiamano??????



postato da pedro.almaviva, 11:18 | link | commenti (4)

lunedì, 06 dicembre 2004

L'albero parte 1

Ieri sera dopo un pranzo offerto alla Almaviva family a base di trippa e da me cucinato (non per vantarmi ma ha avuto grande successo), sono scesa in cantina ed ho recuperato qualche decorazione natalizia. Il resto (albero e altre decorazioni) era già in casa, con mia grande sorpresa, messo via dalla ineffabile signora delle pulizie in modo da non occupare spazio. Non chiedetemi come fa: secondo me ha accesso ad altre dimensioni e conosce i passaggi che si trovano in casa mia.

Ora l'alberello è di là nel mio ufficio, impacchettato e circondato da 2 borse di decorazioni, pronto per essere allestito.
Come sempre dovrò fare tutto da sola, ché non voglio ascoltare il solito elenco dei motivi per cui il Natale è brutto o al massimo noioso, le decorazioni inutili e i regali uno sperpero.
Devo già "nasconderlo" nel mio ufficio perché Daisy lo farebbe a pezzi subito dopo aver sgranocchiato tutti i regali, quindi dei commenti a contorno faccio volentieri a meno.

Ora vado a sollecitare i miei clienti che, come al solito, non mi hanno dato nessuna risposta/materiale/segno di vita.
Che scazzo.








postato da pedro.almaviva, 10:22 | link | commenti (4)

venerdì, 03 dicembre 2004

Me cala la palpebra

Ieri ero di un umore orrendo e così ho deciso tra un pianto e l'altro di comprarmi una tonnellata di cioccolata, compreso il Ciobar. Com'è come non è m'è venuto un mal di pancia coi fiocchi, di quelli che per fortuna sono diventati sempre più rari rispetto al passato, ma che quando tornano mi stendono come se fossi centrata da un treno in corsa.

Allora sono ricorsa alla cara vecchia pillolina anti mal di pancia che ha un effetto sedativo un po' pesante - ha un volume della treccani in allegato per le controindicazioni e gli effetti collaterali- e mi sono schiantata sul divano. Non sono riuscita a dormire più del poco che normalmente riesco, nonostante l'involontario "aiutino", così stamattina sono in uno stato post-sbronza senza perlaltro avere goduto del pre-sbronza.

Fuori c'è un bel sole e avevo in mente di sbrigare un paio di cosucce stamattina. Invece sono qui appesa tipo cozza sullo scoglio e tra una mail, un file di excell, il trauma della parcella della commercialista e una spruzzata di connaturata pigrizia, s'è fatta ora di pranzo e non ho fatto quello che volevo.

Triste considerazione: mi riesce di sbrigare le faccende obbligatorie o legate al lavoro, mentre quando si tratta di fare qualcosa per me trovo sempre una scusa per non farla.





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mercoledì, 01 dicembre 2004

Casualità

Un colpo di fortuna mi rende temporaneamente riconnessa anche se a singhiozzi e non si sa per quanto. Sembra una (involontaria) metafora della felicità: non sai quando arriva e quanto si ferma nella tua vita.
Molto meno iperbolicamente: per l'ADSL che se ne va un po' di lavoro che arriva, una mostra persa, 1000 film da vedere e rimasti tra i "vorrei".

Ci sarebbe l'albero da tirare fuori dalla cantina, possibilmente prima del 24 alle 23.59 come l'anno scorso.

Ci sarebbero anche tante, tantissime parole da tirare fuori dal solito sgabuzzino del cervello.






postato da pedro.almaviva, 18:21 | link | commenti (5)