[Pedro Almaviva]
 


Autoritratto






lunedì, 31 gennaio 2005

Una parte per il tutto

Se c'è qualche difetto allora è da buttare. E' come dire che se uno dipinge una casa intera e cicca il colore di una stanza o costruisce un intero palazzo eppoi scopre un difettuccio rimediabile - non nei calcoli del cemento ma per esempio in alcune finiture/passamanerie - allora bisogna chiamare gli esperti di demolizione e rifare tirare giù tutto.
No poi i demolitori uno non li chiama, prende un secchio di vernice o martello e chiodi e pone rimedio. Quello che conta non è che alla fine va bene, ma che non sia venuto bene al primo colpo.
Che vita del cazzo, a guardare tutto come un "poteva essere meglio" anziché dire "che bello, questo l'ho fatto io e tutto sommato è proprio un buon lavoro".

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sabato, 29 gennaio 2005

Indossare no, fotografare sì

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Spicy Day

Oggi ho iniziato così: bagnoschiuma alle spezie e crema ai fiori d'arancio. In fondo fuori fa un freddo cane, nonostante i 2 caffé non mi sono ripresa e ho pensato che sarebbe stata una bella cosa iniziare con il calore avvolgente delle spezie. 
C'è questa possibilità di un viaggio studio in India per la prossima estate, ma non so nemmeno se e quando potrò fare ferie e, in ogni caso, preferirei passarle con
lui. Certo che l'idea mi solletica non poco, non solo per la meta ma perché starei veramente in mezzo agli indiani, lontano dalle rotte turistiche e in un'accademia di danza, che è il mio sogno sin da piccola.

Vedrò cosa fare. Intanto finché posso mantengo la frequenza a questo corso, che per me è molto di più della possibilità di fare un po' di moto.
Molto di più.

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mercoledì, 26 gennaio 2005

Lamentazione

Ho sonno.

Ho freddo.

Sono triste.

Fanculo.

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lunedì, 24 gennaio 2005

Si è spento il sole? No, è solo nuvoloso

Oggi mi piacerebbe farmi scivolare la giornata di dosso senza troppa tensione, senza troppa fatica. E non parlo della fatica fisica del lavorare ma di quella inutile ma costante tensione che mi accompagna in ogni gesto, in ogni cosa. Quella tensione che, almeno per ora, sono io. 

Solita routine, stamattina. Telefonate in cui ho ricevuto sempre le solite risposte "il dottore non c'è, può chiamare più tardi?", "sìsì mi è arrivata la mail del vostro commerciale il dott. Pischellazzi, ma non l'ho guardata...cioè sì ma non l'ho capita...ecco sì se potesse mandarmene una lei con spiegazioni più dettagliate...", " senta ma se scrivo io la relazione al posto suo eppoi lei me la corregge mettendo però le cose come le vogliamo noi eh?" (questa sott'intende doti da veggente che non ho), "no la dottoressa non c'è e io non sono in grado di fare niente senza di lei" (la richiesta era leggere una mail...).
Cosucce così.
Intanto oggi ci sarà l'ennesima lezione di arabo in cui mi presento impreparata, ché la domenica, quando potrei fare qualcosa, magari così a tempo perso, mi prende la sindrome della casalinga ossessivo-compulsiva - l'ho inventata adesso, non ha nessun fondamento medico - e non faccio quelle 2 orette che potrebbero farmi mettere a frutto i soldi che pago per le lezioni.
D'altro canto se continuo a vivere così ci sarà per me una qualche perversa convenienza.

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domenica, 23 gennaio 2005

O famo strano (il weekend)?

Penso di essere l'unica, al di fuori degli istituti di igiene mentale, che è contenta di non dover lavorare il weekend perché così può pulire casa. E' una considerazione di una tristezza disarmante ma è così.
Stavo pensando di mettere su una gif con 2 faccine diverse o due colori diversi per indicare gli unici due stadi fissi - quelli che ci saranno anche dopo che sarò passata a miglior vita- del mio umore:
- casa da pulire, armadi da rifare, lavoro da portare a termine: pedrita tesa ma a suo agio, perchè ha evidentemente trovato l'approvazione che cerca in quelle azioni o meglio nel portarle a termine --> GIF POSITVA
- corso di danza, agility, andarsi a comprare una bella pianta verde e rigogliosa o qualunque attività normalmente generatrice di sensazioni piacevoli: pedrita enormemente incazzata, che bacchetta tutti (e per prima se stessa, of course) e sente il bisogno di compiere una delle azioni di cui sopra --> GIF NEGATIVA

In informatica - ma anche altrove - questo si chiama loop. E per definizione i programmi che entrano in loop non portano a niente, impallano il sistema e basta.
Ho vissuto in questo loop per anni. Ora lo vedo, ma ci scivolo ancora dentro.

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venerdì, 21 gennaio 2005

 DA 0 a 13 in 12 ore

Stamattina sono uscita per la solita passeggiata canina. Causa stato di salute non buono nonché memore dell'impatto con il freddo polare delle altre mattine, mi sono vestita come per andare al polo nord: giaccone lungo imbottito, sciarpa e cappello di pile. Scendo a piedi (cazzo di ascensore sempre occupato. ma come fanno gli anziani ad aver già fatto la spesa alle 8 del mattino e rientrare a casa? cosa cazzo fanno il resto della mattinata? prenderanno l'ascensore per dar fastidio a me) apro il portone e un alito di vento mefitico, inquietante e innaturalmente caldo mi investe.
Vestita come per l'arrivo della glaciazione sono ridicola, ma almeno sono in buona compagnia, perché un sacco di gente è rimasta fregata e sta andando in giro con giacconi dotati di cappucci improbabili, tipo la morte nera di guerre stelllari, e con un'espressione, che dev'essere anche la mia, di stupore sul viso.
Pare che nel giro di pochi giorni si tornerà al caro vecchio min - 5, max + 3, che sarà meno piacevole ma più normale di questo scampolo di primavera anticipata.

Lo so, quando capita una cosa così sarebbe sano godersela e basta, mentre io sono turbata da questi cambiamenti repentini. Di bello c'è che finalmente dopo non so quante settimane c'è un bel vento forte; è stranamente caldo ma è forte. E questo me lo godo.

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giovedì, 20 gennaio 2005

Me la sono tirata

Martedì: acqua gym
Mercoledì: danza
Giovedì: mal di gola e raffreddore

Va bene che si invecchia, però qui sto esagerando. Cioé ho scoperto di avere le difese immunitarie di una di quelle tribù del Borneo rimaste al neolitico, che non possono entare in contatto con le civiltà moderna perché morirebbero di raffreddore, prima ancora che per le enormi differenze culturali.
E la cosa ironica è che negli ultimi tempi ho proprio cambiato dieta; meno caffé, spremuta fresca di arance tutte le mattine e  un po' di moto in più rispetto al passato - il passato era 7 anni senza andare in palestra, per intenderci - e mi ritrovo ad essermi ammalata 2 volte in tre mesi, mentre prima mi capitava 1 volta ogni 2 anni!

Oddio adesso che ci penso ho anche smesso di fumare. Sarà il caso che riprenda subito, ché con questi assurdi contrappassi che pago per aver fatto scelte più salutari non si sa mai.

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mercoledì, 19 gennaio 2005

Una di quelle giornate

Oggi mi sono svegliata presto e non avevo sonno, mi sentivo riposata. Mi sono alzata, ho preso il caffè, poi doccia, cane ai giardinetti e mi sono messa a lavorare. Guardo il sole fuori, guardo casa mia e mi sento quasi in pace. Felice ancora no, ma in pace. Senza pressioni, senza ansie autoindotte.

Invece di chiedermi quanto durerà, cercherò di godermela, che già per me sarebbe un passo avanti. 

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mercoledì, 12 gennaio 2005

Quando è troppo è troppo

Stavo per scrivere un post contro splinder. Sono giorni che metto su il mio badge da flickr.com e, puntualmente, il giorno dopo non lo trovo.
Poi l'illuminazione: nell'area Edita Blog, il pulsante Anteprima da l'anteprima, quello Salva Modifiche, beh salva le modifiche. E l'uno non sostituisce l'altro. Già.

Stamattina mi sono buttata giù dal letto perché avevo un appuntamento telefonico con un cliente: ero tutta contenta perché, pur non avendo dormito un cazzo, prima faccio il lavoro prima lo posso fatturare, o qualche cosa del genere. Invece no: << la dott.ssa è nuovamente malata (penso: che sfiga). Sa è tornata presto in ufficio ma non era ancora guarita, così ha avuto una ricaduta (penso: zoccola. Potevi prenderti 2 aspirine e farti qualche altro giorno a casa per poi riprendere al meglio e non rompere i coglioni a chi ti cerca)>>.

Passati i dieci minuti (facciamo venti) di fanculi urbis et orbis penso: cosa posso fare? Tutti gli appuntamenti ce li ho per la prossima settimana, gli altri contatti non arriveranno entro oggi. Beh, tiro su le lenzuola...magari faccio il letto...oddio...ma nell'armadio sembra sia esplosa una bomba...magari lo risistemo, tanto basta una mezz'oretta. Sono le 16.40 e sono alla roba estiva, stanca morta come se mi fosse passato addosso un rullo compressore. Ora sbatto la roba estiva ad minchiam, tanto prima 4 mesi non mi serve e buona notte.
Si può augurare la buona notte già a quest'ora e sentirsi come se fossero le 23?

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domenica, 09 gennaio 2005

Puff

Com'è come non è oggi sono uscita. Fanculo al mal di stomaco, fanculo a tutto: mica devo essere wonder woman per poter vivere.

Freddo e fango, però mi sono divertita in mezzo ad una gran cagnara, letteralmente.

Domani si ricomincia.

Il buon proposito però ce l'ho e lo dico: un po' più di leggerezza.

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sabato, 08 gennaio 2005

Nausea anyone?

Non so se è l'influenza o la cena di ieri all'egiziano, ma direi più la prima. Eccomi qui con lo stomaco sottosopra e con una confezione di antiemetico sottomano se le cose dovessero peggiorare.
Per me è un grande classico: l'influenza di fine vacanze fatta per spazzare tutti gli effetti riposanti delle ferie. Pazienza.
La cosa che mi fa incazzare è stata che me l'hanno proprio tirata.
Stamattina infatti quando sono scesa ai giardinetti con Daisy, ho incrociato un tizio che, con la sua cagnetta, stava facendo la solita passeggiata pro funzioni fisiologiche del cane. Costui - non so come si chiami - mi saluta e mi fa:
Tizio: "Mi sono fatto una mega influenza" 
(da pronunciare con fortissimo accento sardo, tipo Nico di Aldo, Giovanni e Giacomo)
Io: "Ah sì? Beh io no"
Tizio: "Davvero? Che strano, l'hanno avuta praticamente tutti"

Segue inutile e breve conversazione - sua, io grugnisco perché fa troppo freddo per articolare risposte sensate - con complimenti su quanto è educato e bravo il mio cane (minchione! Si chiama Daisy, come cazzo fa ad essere un maschio?).

Tempo 2 minuti comincia a salirmi di botto una nausea fortissima. Ho preso Daisy, ho salutato e il tizio, che già odiavo per avermi lanciato la iattura addosso, mi fa:
Tizio: "Già te ne vai? Peccato"
Io: "Eh sì, fa freddo. Ciao"
Tizio: "(con aria da provolone e occhio languido) Beh, allora ci sentiamo"

Ci sentiamo? E come? Gridandoci dalle finestre? Mica ti ho dato il mio numero, caro il mio menagramo.

Adesso sono qui, mi sembra di stare meglio, ma poi peggioro di botto.

GH

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venerdì, 07 gennaio 2005

Domande

Le festività natalizie stanno per concludersi, ma a parte ingrassare e dormire un po' più del solito non ho fatto nulla. Mentre guardo l'albero di Natale che tra poco dovrò disfare mi chiedo perché, una volta scoperto che non c'è nessun babbo natale a portarti i regali, si continua a farli e riceverli mentre per l'epifania questo non vale.

Dal momento che non esiste nè il vecchio cicciabomba iperteso nè la vecchia carampana che vola sulla scopa, perché per natale ci si scambia i regali fra amici e per l'epifania no? E non è solo una questione di nord e sud - giù la befana è sempre stata molto più sentita e quando i miei erano piccoli era il 6 gennaio il giorno dei regali e non prima - perché i miei amici e parenti giù non ricevono regali per la befana quando crescono, ma per natale sì.

Cos'è, babbo natale è più credibile? Si tratta di sessismo? Non  basta che lui abbia una comoda e ampia slitta mentre lei deve passare tutta la notte seduta su una scopa di legno?
Il campo magnetico generato dalla corrente che attraversa le lucine di natale deve avermi dato alla testa. Vado a smontare l'albero.

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giovedì, 06 gennaio 2005

Forse tutti lo sanno, ma io no

Giuro che in 32 anni non ho mai saputo che cacchio c'azzeccasse una vecchia che vola sulla sua scopa con l'arrivo dei Magi alla capanna di Gesù bambino. Pensavo fosse l'ennesima sovrapposizione ad hoc tra la religione cristiana e qualche culto pagano; un po' come festeggiare a dicembre la nascita di Gesù, che invece nacque nella tarda primavera, grazie alla brillante intuizione dei primi potenti della chiesa, che invece di divulgare il verbo di quello che loro credono sia il figlio di Dio, pianificavano la strategia migliore per diffondere la loro religione.

E invece scopro che:

- Molte sono le leggende legate alla Befana e alla sua storia. Una di queste narra che un giorno i tre Re Magi, Melchiorre, Baldassarre e Gaspare, guidati da una stella, intrapresero il cammino per raggiungere Gesù Bambino carichi di oro, incenso e mirra.

Giunti in prossimità di una casetta decisero di fermarsi per chiedere indicazioni sulla direzione da prendere. Bussarono alla porta e venne ad aprire una vecchina. I Re Magi chiesero se poteva indicare loro la strada per andare a Betlemme dove era nato il Salvatore. La donna non seppe dare loro nessuna indicazione e,poiché aveva molto lavoro da sbrigare, rifiutò di unirsi a quanti, insieme ai Magi, si recavano ad omaggiare Gesù appena nato.

Dopo che i tre Re se ne furono andati, la donna capì che aveva commesso un errore e tentò di unirsi a loro per andare a trovare il Bambino Gesù. Ma, nonostante li cercasse per ore ed ore, non riuscì a trovarli e allora decise di dare ad ogni bambino un regalo nella speranza che questo fosse Gesù Bambino.

E così ogni anno, la notte tra il 5 e il 6 Gennaio la Befana si mette alla ricerca di Gesù e si ferma in ogni casa in cui c'è un bambino per lasciare quei doni che non riuscì a portare a Gesù. A cavalcioni di una scopa, sotto il peso di un sacco stracolmo di giocattoli, cioccolatini e caramelle (sul cui fondo non manca mai anche una buona dose di cenere e carbone), passa sopra i tetti e calandosi dai camini riempie le calze lasciate appese dai bambini. Questi, da parte loro, preparano per la buona vecchia, in un piatto, un mandarino o un'arancia e un bicchiere di vino.

Nella società contadina e preindustriale, salvo rari casi, i doni consistevano in caramelle, dolcetti, noci e mandarini, insieme a dosi più o meno consistenti (a insindacabile giudizio della Befana) di cenere e carbone, come punizione delle inevitabili marachelle dell'anno.

Com'è ovvio non è comunque una tradizione che risale alle radici del cristianesimo. Anche qui c'è il caro vecchio innesto su culture preesistenti. E infatti:

- Nella Befana si possono trovare i presagi delle buone novità della primavera, la stagione da tutti attesa. Essi sono simboleggiati dai doni infilati nella calza di lana (un indumento, non scelto a caso, e, peraltro, fondamentale, nelle campagne, per affrontare il cammino e il lavoro dell’anno nuovo)

Oltre che in Italia troviamo il culto della Befana in varie parti del mondo: dalla Persia alla Normandia, dalla Russia all’Africa del Nord.

In tale culto, molti, rintracciano il mito della Dea genitrice primordiale, signora della vita e della morte, della rigenerazione della Natura.

Per altri, nella sua figura, la Befana riassume l’immagine della Dea antenata custode del focolare, luogo sacro della casa. E non è un caso se si serve, proprio dei camini, per introdurre l’ allegria nelle case, svolazzando con la sua fantastica scopa.










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lunedì, 03 gennaio 2005

C'è un bel sole

E su radio3 stanno trasmettendo un vecchio tangaccio di Carlos Gardel, con tanto di fruscìo che certificà l'età dell'incisione, mentre il genere e l'emittente certificano la mia di età. Dall'officina mi hanno telefonato per dire che la macchina è a posto e dovrei andare a ritirarla, ma con la mia solita inerzia non mi farò viva prima di domani. La macchina frenava, a quanto pare, era solo un difetto del sistema di controllo. Fa piacere saperlo, specie dopo che l'anno scorso ho fatto l'Holer Togni de noartri perché qualcuno non aveva avuto voglia di stringere bene un bullone.
Adesso mi tocca chiudere sto post, controllare online il conto in banca e dimenticare subito quanto visto alla voce Saldo, colpita da una benevola e opportuna amnesia.


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domenica, 02 gennaio 2005

Giusto per il gusto...

Di avere un post datato 2005. E' un po' come quando andavo a scuola e l'unica gioia del rientro a gennaio, dopo le lunghe vacanze natalizie, per me era scrivere la data in alto a destra sul quaderno e metterci il nuovo anno anzichè quello vecchio. E' anche vero che allora da ogni cosa nuova, da ogni svolta - anche solo cronologica - mi aspettavo grandi cose, perché era tutto da scoprire.
Ora come ora mi sento estremamente diffidente o quantomeno cauta nel guardare avanti. Deve anche essere il fatto di essere in vacanza: c'è questa sensazione di sospensione spazio-temporale. Ho veramente voglia di saltare su un aereo e stare via anche solo una settimana, ma non è una cosa alla portate delle nostre tasche in questo momento, per cui ne approfitterò per leggere, ronfare e cercare di non pensare a niente.


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