[Pedro Almaviva]
 


Autoritratto






venerdì, 28 ottobre 2005

Berlusconi? PRRRRRRRRRRRRR

Non è un estratto dall'esilarante intervento di Benigni a Rockpolitik di ieri sera. 

E' piuttosto la risposta di Amelia Torres, portavoce del commissario degli Affari Monetari della UE Almunia, alle affermazioni fatte ieri dal nostro PresdelCons di fronte ai rappresentanti della UE.

In sostanza Silvio-docciabbronzante-Bananas aveva detto che 'sto limite del deficit al 3% è una gran rottura di coglioni che ritorna, come fosse il tema di Lara nel Dottor Zivago, ogni volta che lui cerca di fare qualcosa e che ci vorrebbe un po' di flessibilità per permettere il rilancio vero dell'economia dei paesi della UE.

Io ammiro la coerenza di quest'uomo, perché ogni volta che non è capace di fare qualcosa dice che è la cosa in se ad essere difficile, non lui a non esserne all'altezza.

E' come se fosse, chessò, un atleta che, poiché non riesce a saltare oltre l'asticella, si lamenta dell'altezza a cui è posta. Il fatto che per fare quel salto siano necessarie cose come doti fisiche e predisposizione per lo sport, una grande caparbietà e un serio e costante allenamento, a lui sfugge completamente. L'asticella pretende troppo, chi ha messo l'asticella pretende troppo, non è abbastanza flessibile e se gli lasciassero abbassare l'asticella solo di un po' ecco sì, lui certamente riuscirebbe a saltare. Insomma lui non ha mai responsabilità, lo sappiamo ormai da tempo, solo che il trucco del chiamare comunisti i magistrati funziona solo qui.
Siamo solo noi - o meglio sono solo i suoi elettori - a cascare nel trucco e un po' forse anche l'opposizione, che si lascia intimidire quando lui fa la voce grossa, cosa in cui tra l'altro è comunque avvantaggiato dall'avere 5 emittenti su 7 che gli fanno da cassa di risonanza, checche lui ne dica sul libro di Vespa. Libro e Vespa nella stessa frase suonano proprio strano.

In Europa invece si fanno grasse risate, gli fanno una pernacchia - con eleganza e senza farlo notare, ovviamente - e dicendogli "Vuole cambiare il 3%? Il 3% è nel Trattato della UE. Se lo vuole cambiare deve cambiare tutto il Trattato. Buona fortuna (ovverro col cazzo che ce la farà)" se lo tolgono dalla palle in un attimo.

Sì può dire di no con un sorriso, con la fermezza di chi sa di avere ragione, di essere dalla parte delle regole. Io ho anche intravisto questo sorriso il giorno delle primarie, sulla faccia degli elettori. E come tutte le prime volte uno si emoziona e se lo ricorda bene quello che ha visto e che ha sentito.

Spero in un altro sorriso la prossima primavera.

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mercoledì, 26 ottobre 2005

Dove si inserisce la nuova riforma delle Università nell'ambito delle nuove proposte formative che il governo propone?

Dicono sia la risposta della Santanchè alle proteste degli studenti. Dopo le corna, il dito medio, a indicare la giusta via verso lo sfascio morale.

Grazie a Lia per averla postata sul suo blog.

postato da pedro.almaviva, 15:03 | link | commenti (3)

martedì, 25 ottobre 2005

Quand'è così

«Quello di giovedì 20 ottobre (si riferisce alla prima puntata di Rockpolitik, ndr) è soltanto l'ultimo episodio di un sistema della comunicazione, televisione ma anche della stampa, che dal 2001 ha sistematicamente attaccato l'operato del governo e il presidente del Consiglio. Mi accusano di controllare le principali 6 reti televisive nazionali, mentre la verità è sotto gli occhi di tutti: l'intero palinsesto di Rai 3 è mirato contro il presidente del Consiglio e contro il governo, l'informazione di Canale 5 dà spesso più spazio alle ragioni dell'opposizione piuttosto che alle nostre, Tg1 e Tg 2 sono abbastanza equilibrati. C'è solo il Tg4 dalla nostra, con Emilio Fede che tuttavia non ha mai offeso nessuno dell'opposizione. Ma sono soprattutto le trasmissioni di intrattenimento, quando si occupano di questioni sociali e politiche, a riservare più critiche che non riconoscimenti al governo. Per non parlare della stampa quotidiana».

«Io non pretendo un sistema dell'informazione che ci elogi. Ma denuncio le falsificazioni dell'opposizione sul nostro lavoro che vengono presentate come verità senza alcun contraddittorio».

«È questo il metodo abitualmente adottato dalla sinistra: quello di ripetere continuamente una menzogna sino a farla apparire verità».

Corriere della Sera, lunedì 24 ottobre 2005. Intervista rilasciata dal PresdelCons a Bruno Vespa per il suo attesissimo libro: Vincitori e vinti. Le stagioni dell'odio dalle leggi razziali a Prodi e Berlusconi.

postato da pedro.almaviva, 10:14 | link | commenti (3)

lunedì, 24 ottobre 2005

And the winner is...

Apprendo che il film Private, di Saverio Costanzo - figlio di Maurizio ma non so quanto vicino alla demenza che prostra la mente del padre - non è più in corsa per l'oscar al miglior film straniero.

Motivo ufficiale: il film non è recitato neanche parzialmente in italiano.

Al suo posto è stato candidato Manuale d'amore di Giovanni Veronesi, il quale però ha rifiutato la candidatura, schifato dalle motivazioni che hanno dato gli amici dell'Accademy per ritirare la candidatura di Private a darla a lui.
Gran coraggio, penso io, visto che il siluramento di Private era servito a lui per passare davanti e beccarsi la candidatura. E un Oscar, per quanto per me personalmente sia merda, da pur sempre una certa visibilità.

Oggi per radio sento un'intervista della Pivetti (Veronica, per carità!) proprio a Veronesi e ovviamente scatta subito la domanda:

VP: "Giovanni, so che hai rifiutato la candidatura perché ti ha dato fastidio che abbiano cassato Private. So che il motivo per cui è stato cassato è che era recitato in inglese e allora..."

GV: "No, non è per quello, se fosse stato recitato in inglese non ci sarebbe stato nessun problema, anche se è un film italiano, ve lo assicuro. Il fatto è che il film è recitato in palestinese, una lingua che agli amici dell'Accademy non va a genio. E allora siccome la regola della lingua in cui deve essere recitato un film per essere idoneo è stata applicata come piace a loro, a me questo non va giù e non mi interessa essere scelto da gente così".

Me' cojoni, penso. La coerenza è diventata merce talmente rara che quando la vedo, la leggo o la sento ecco, io mi sento un moto dentro, ho la sensazione che si risvegli una parte di me che, di questi tempi, ho sopito, specie politicamente.

La trama del film tra l'altro è tale per cui io non posso proprio andare al cinema a vederlo.

"Tratto da una storia vera, Private narra le vicende di una famiglia palestinese benestante, la cui casa sorge a metà strada tra gli insediamenti israeliani sulla striscia di Gaza e un villaggio arabo. Un giorno alcuni soldati israeliani occupano il secondo piano della casa, in risposta a una serie di attacchi provenienti dal vicino villaggio arabo e intimano agli occupanti di andarsene. Mohamed, il capo famiglia, decide di non rispettare questo ordine: non vuole infatti che la sua famiglia viva da quel momento in poi nell'odio per i vicini israeliani. La convivenza forzata, però, inizierà a produrre profonde spaccature anche in seno alla famiglia palestinese stessa; non tutti, infatti, comprenderanno la scelta del padre."

Ecco io già dalla scena dell'occupazione dovrei uscire dal cinema, sennò mi viene voglia di entrare nello schermo, prendere i suddetti soldati per le palle e sputargli in faccia. E chissà magari questi simpaticoni di soldati nel film, mentre compiono un esproprio arbitrario e commettono una pura e semplice violenza, potranno pure sembrare chessò, delle merde, degli stronzi e agli amici di Hollywood (da Spielberg - amico di Tomscientology Cruise - in giù) questa cosa non piace proprio.
O forse gli ricorda che i coloni, cacciati a pedate dalla Striscia di Gaza, poi tanto a pedate non sono stati mandati via: a parte la pagliacciata di quelli che s'incatenavano a favore di telecamera (qui si vede il legame con Hollywood) i soldi (circa 250.000 dollari a famiglia) per rinunciare alla piscina, ostentata in faccia ai palestinesi che si contano le gocce d'acqua, e rifarsi una vita altrove (leggi: a casa di qualche altro palestinese nel West Bank o in Iraq a est di Kirkuk, nella zona in cui sorgono stranamente tanti tanti pozzi di petrolio) non li ha pagati il contribuente israeliano, ma quello americano. Fonte: Haaretz daily, testata Israeliana, mica L'eco del Chisone.

Penso che il mio post sulla Sanità Pubblica, con la quale mi sto confrontando da qualche giorno e con la quale avrò a che fare ancora per un po', possa essere rimandato.

Dice: "sei faziosa". Sì oggi sì. Alle 7.45 ero già in ambulatorio prelievi, circondata da gente che puzza (ma il bagnoschiuma non costa così tanto, cazzo) e segretarie dell'accettazione che non erano sicure di come pre-etichettare i flaconi (tanto è solo sangue mio, mica vostro), per citare i due momenti migliori.

Quindi dentro o fuori e non rompetemi i coglioni.

postato da pedro.almaviva, 11:35 | link | commenti (3)

giovedì, 20 ottobre 2005

Quest'uomo ha le spalline larghe

Bisogna spiegare a Celentano che lo spolverino a tre quarti con la manica a metà avambraccio e sopratutto con le spalline imbottite è andato - deo gratias - fuori moda molto, molto tempo fa.

Su Santoro ho avuto un groppo in gola, ma questo qualunquismo di Celentano e i discorsi al popolo da uno che non sa neanche infilare due congiuntivi - ed è ancora il meno - e dice invece una marea di banalità senza mai impegnarsi in nulla di materiale al di fuori di quelle 4 serate in tv, sono una cosa che può avere successo solo qui da noi.

Maitre à penser le mie chiappe.

postato da pedro.almaviva, 21:34 | link | commenti (5)

L'inizio della fine

Oggi è passata la Devolution e già nei prossimi giorni vogliono votare la ex-Cirelli e poi abolire la par condicio. Questo è l'inizio di una vera dittatura. Anche col fascismo e andata così: tutti li sottovalutavano, tutti dicevano "beh, ma c'è il re". Non penserete che quando è iniziato il ventennio sia iniziato col botto? Erano tutti lì a dirsi che comunque non erano poi così pericolosi...

Non sono pericolosi? Allora leggete dal blog di Daniele Luttazzi il riassunto della Devolution e dei suoi contenuti, che per inciso modificheranno in un colpo solo 55 articoli della Costituzione.

Assaporiamone gli abissi:

Il PARLAMENTO non esisterà più. Il governo farà le leggi poiché deciderà quali provvedimenti ritiene indispensabili e chiederà la fiducia. Se non la ottiene, scioglie la Camera. Quindi, ricatto sulla Camera.

La Camera potrà dare la sfiducia, ma solo se ha già individuato un nuovo premier nella stessa maggioranza. Quindi l'opposizione è inutile. Questa sfiducia limitata alla maggioranza non esiste in Europa.

Il PREMIER sarà eletto direttamente dal popolo.

Il PRESIDENTE della REPUBBLICA diventerà un notaio che certifica le carte che gli passa il premier. Non controllerà più la legalità degli atti. E non potrà più rinviare alle Camere leggi incostituzionali, come l'emendamento Castelli-Gelli, che Ciampi ha rinviato alle Camere perché 7 VOLTE INCOSTITUZIONALE!

Il SENATO FEDERALE non si sa cos'è. Esamina solo leggi regionali. Se c'è conflitto con la Camera, deciderà una Commissione, che è quindi una sorta di Terza camera. Se non funziona neppure la Terza camera, si va da Vespa.

DEVOLUZIONE. L'hanno scritta i leghisti, quindi è incomprensibile. Erano in quattro in una baita di montagna, c'è il genepy, vattelapesca cosa è successo. L'organizzione della sanità sarà di competenza regionale, ma la tutela della salute sarà di competenza dello Stato. Idem per la scuola. In che modo? Boh. Che fine fanno le province? Non si sa. Forse finiscono nello stesso posto delle Grandi opere.

Dulcis in fundo: le REGIONI potranno fondersi fra loro. E potranno anche cambiare confini. Se Piacenza vuole andare con la Lombardia, l'Emilia non potrà opporsi. Piacenza passerà alla Lombardia portando con sé ospedali, imprese, gettito tributario, risorse bancarie, risorse professionali. -Dove abiti?- - A Reggio Calabria.- -Oh, in Liguria!-

Invito chiunque abbia votato questa destra oppure pensi di non votare alle prossime elezioni per il centro sinistra a sputarsi in faccia da solo, vergognarsi della propria esistenza, abdicare da essere umano e sopratutto non commentare mai più sul mio blog.
Non ci sono scusanti, non ci sono se e ma: questa situazione che stiamo vivendo è solo ed esclusivamente colpa vostra così come lo sarà il suo eventuale ripetersi.
Solo che una seconda tornata non la possiamo reggere.
E non voglio leggere stronzate di commenti tipo "eh ma la sinistra non fa nulla" perché con la minoranza in parlamento non si può fare una cippa di niente.

postato da pedro.almaviva, 15:03 | link | commenti (6)

martedì, 18 ottobre 2005

Vespa-siano

Non è che mi aspettassi niente di diverso dalla trasmissione di Bruno Vespa, ma ieri sera ha raggiunto livelli di bassezza difficilmente riscontrabili in tv - perfino in quella italiana - di questi tempi: quest'uomo è oltre Emilio Fido.

La trasmissione inizia e prosegue con un tono lugubre e dimesso: Vespa ha lo sguardo spento, triste e parla a Prodi con un tono risentito e ostile che non sentivo da tempo.

Vespa non è un servo del potere, non è uno la cui lingua è avvezza a lambire ripetutamente le terga del potente di turno, lui vuole solo le chiappe di Berlusconi. Secondo me ci si è fatto la federa del cuscino con la gigantografia del culo del Pres del Cons: è l'unico modo in cui può dormire tranquillo, evidentemente.

La trasmissione dicevo: Prodi è stato truccato decentemente (almeno non era lucido e sudato) ma viene ripreso di fronte, con luci orrende e ha come contraddittorio il direttore del Giornale e un inviato di Le Figarò - quotidiano francese di destra - il quale però, a dimostrazione che la destra francese ha gradi di civiltà che noi nemmeno ci sognamo, accetta la risposta di Prodi sul nucleare e non pone le domande per attaccarlo, ma solo per discutere di alcune questioni civilmente.

In collegamento da Singapore c'è un mio eroe personale: Diego Della Valle. Eroe perché ha salvato la mia squadra di calcio, la Fiorentina, ma anche per come risponde a Vespa, che sperava di avere qualche affondo dall'imprenditore verso Prodi; i due invece di salutano dandosi del tu e Della Valle riesce ad evitare le domande trappola di Vespa.

Le domande per intenderci erano cose del tipo: "Allora, gli italiani dovranno fare molti molti sacrifici, vero? Dunque quali sono questi grandi e molti sacrifici che dovranno fare?", oppure "ma lei dove intende trovare i soldi per abbassare di qualche punto il costo del lavoro? cosa farà tasserà di più le rendite? I bot in cui sono investiti i risparmi delle famiglie?". E i corsivi non sono miei: il tono di voce cambiava su quelle parole, che pronunciava emettendo uno stridore come quello delle unghie sulla lavagna.

E Prodi ha risposto, anche scandendo le parole più volte e senza farsi mettere i piedi in testa. Certo non è D'Alema che sotto il fuoco incrociato delle domande in media si accende una sigaretta - virtuale, visto che non si può fumare in studio - e fa quel mezzo sorriso di scherno sollevando un angolo della bocca.
Però D'Alema con il suo attegiamento algido riesce piuttosto antipatico e capisco anche il perché, mentre Prodi m'è sembrato abbastanza calmo, anche considerando appunto il contraddittorio ostile e il conduttore che gli volteggiava attorno come un avvoltoio.

Sono andata a dormire molto prima che la trasmissione finisse, però il sonno m'era passato ed avevo l'adrenalina a mille, così ho passato una notte di merda.

Mi chiedo sempre se, nell'ipotesi di una vittoria, qualcuno del centro sinistra si porrà la questione dell'informazione pubblica o se faremo, come sempre, i democratici, quelli che lasciano parlare tutti, invece di provvedere a stipare questa gente in qualche carro bestiame diretto per la siberia.
Lo so che non si può, ma fatemi sognare.

postato da pedro.almaviva, 09:11 | link | commenti (11)

lunedì, 17 ottobre 2005

Ti è piaciuto?

In questi giorni pensavo che vorrei scrivere più post personali, sul mio blog, che può in effetti essere un ottimo sfogo, una zona "spaturniamento" non da poco, come una volta erano i miei diari personali.
Non sarà personale però questo post, cioé sì, visto che la politica secondo me è un fatto molto personale, ma non come il titolo può fare intendere.
Non immaginate dunque il Suzukimarito intento a fumarsi una sigaretta sul letto che mi fa questa domanda; in primo luogo perché non fuma e poi perché se dopo tanto tempo fosse ancora lì a chiedersi una cosa del genere, insomma non ci saremmo certo sposati.

Ieri nel tardo pomeriggio sono andata a votare per le primarie. Siamo arrivati, io e suz, senza sapere esattamente dove fosse questa scuola ma l'abbiamo trovata con facilità perchè un tizio con scheda elettorale in mano stava dando indicazioni ad altre persone in auto che, come noi, cercavano la propria sede per votare.
E già questo c'è parso strano, pensavamo di trovare poche persone, nonostante gli sms sul cellulare di suz che informavano di grande affluenza e code ai seggi.
E coda è stata: 1 ora prima di poter votare.

E' stata una bella esperienza: una fila ordinata, quieta, dalla quale era divertente osservare l'espressione incredula sui volti di quelli che arrivavano dopo di noi, la stessa espressione che avevamo noi al nostro arrivo.
Nessuno ha protestato per la coda, anche perché i volontari nell'ufficio si davano un gran da fare e lavoravano senza sosta: proprio non c'era nulla di cui lamentarsi, visto che l'afflusso ha stupito gli elettori, figurarsi gli organizzatori.
Mentre eravano in coda c'era come sottofondo musicale una lunga sequenza di brani di liscio: suz e io eravamo lì a dirci che la scelta musicare era, quantomeno, opinabile e che era indice dell'alta età media degli elettori - io e lui e qualche altra coppia con pupi e cane al seguito eravamo un po' mosche bianche, gli altri erano tutti monsù e madame over 60 - salvo poi scoprire che nella grande sala affianco all'ufficietto per il quale eravamo in coda, c'erano almeno 20 coppie di anziani che ballavano scatenati e vestiti di tutto punto.
Il loro pomeriggio danzante s'è concluso alle 18 circa, che poi uno deve andare a casa e preparare cena: vorrai mica mangiare dopo le 19?
A un certo punto è arrivato un anziano, proprio mentre noi stavamo per entrare nell'ufficio, e s'è messo a gridare a sproposito sulla cattiva organizzazione e su "mica si può far fare 'sta coda alla gente". Nessuno della fila gli ha fatto eco, anzi una signora compostissima davanti a me ha detto: "siamo tutti qui volontariamente, non c'è nessun problema a fare un po' di coda".

La sensazione più forte è stata che le persone lì in fila ad aspettare avessero una voglia matta di mettere la crocetta sulla scheda, non importa per quale candidato: era molto forte la voglia di votare, come se si fosse aspettato tanto tempo e si volesse dimostrare, a chi aveva sbeffeggiato questa iniziativa, che votare è una cosa seria, che quando c'è da muoversi per una causa che sa di correttezza e di rispetto verso le opinioni degli elettori, gli elettori accorrono.

Sono naturalmente molto contenta anche del risultato e del rafforzamento del candidato premier, ma lo sono ancora di più dalla dimostrazione di civiltà e compostezza a cui ho assistito, una compostezza che però non soffoca e non nasconde l'orgoglio che ieri si percepiva tra quelli che c'erano e che volevano assolutamente esserci.

Le risposte aggressive della Casa delle Libertà e dei suoi esponenti sono un segno tangibile che il risultato è stato talmente buono, da spaventare quella manica di fascisti, ladri e profittatori che ci governa. E con l'occasione Mastella s'è pure fatto una figura di merda, è uscito di botto dalla coalizione pensando che, se andava male, poteva sempre strizzare l'occhio a Follini per quel benedetto terzo polo che non vedono l'ora di fondare, e ora che si è reso conto della colossale cazzata che ha fatto, fa dichiarazioni tipo "siamo il Centro che appoggia l'Unione". So io cosa appoggerei a Mastella e dove. Ma mi sa che ha già fatto tutto lui.

Mi godo questo momento positivo e forse stasera potrei guardare Porta a Porta, visto che ci sarà Prodi, anche se già so che qualche testa calda tipo Rutelli tenterà mosse azzardate e dichiarazioni comprensibili solo al suo cervello e a Mastella, in barba alla pazienza che gli elettori hanno dimostrato e al desiderio di unità che hanno chiesto con questo voto.

postato da pedro.almaviva, 14:50 | link | commenti (7)

venerdì, 14 ottobre 2005

Lost and not found

Sembra che in giro ci siano solo progetti fatti per permettere alla gente di trovare tutto più in fretta possibile: indirizzi, ristoranti, numeri di telefono, sistemi di navigazione satellitare che non solo ti dicono dove sei ma anche cosa puoi trovare nel luogo in cui sei capitato.

Ottimo. Utile. Come no.

E non starò qui a fare la luddista - ché in questa casa ormai siamo belli cablati anzi siamo l'esatto contrario, tutti wireless, io e il suzuki-marito, e la quantità di tecnologie attuate e sognate con cui fare l'upgrade della casa cresce ogni giorno. Però mentre sentivo parlare dell'ennesimo progetto, nuovo e interessante, fatto per aiutare la gente a trovare una certa tipologia di informazioni, a seguito di un corto cirtuito fra le sinapsi non ho potuto fare a meno di chiedermi se non ci sia troppa paura di perdersi, di sperimentare, di azzardare, di annoiarsi che serpeggia tra le persone e le spinge ad aggrapparsi all'ultimo modello di inserire qui tecnologia a vostro piacimento.
Leggevo qualche settimana fa che gli italiani vanno in giro con un sacco di medicine in borsa e in tasca: dall'aspirina alla pilloletta per il mal di schiena/testa/stomaco fino ai fedelissimi psicofarmaci, in particolare gli ansiolitici.
La maggior parte poi non li assume nemmeno così di frequente, ma li tiene lì per scaramanzia - siamo ancora al caro vecchio corno ritorto rosso alla fine - mentre altri alla prima avvisaglia di mal di qualsiasi cosa puf, si sparano la pastiglietta, incapaci di essere, anche solo per poco, doloranti o stanchi: in una parola imperfetti.

Non mi sentirete mai dire la frase disfattista anti-tecnologica "fra un po' avremo bisogno anche di un aggeggio tecnologico per dirci quando andare di corpo", primo perché a quello ci ha pensato già la Marcuzzi con un analogico yogurth, secondo perché mi piacciono le cose che semplificano la vita.

Però non so quanto è necessaria realmente tutta questa semplificazione alla fine, o  meglio non so fino a che punto la sappiamo usare bene.

Immagino che, come tutte le cose, invece di fare come, chessò, le religioni, che spesso pretendono di dire cosa pensare e come vivere, si debba lasciare ognuno al proprio destino, compreso quello di decidere di determinare tutto, anche le funzioni vitali, grazie a supporti esterni, e senza più fare uso della care e vecchie viscere.

postato da pedro.almaviva, 17:56 | link | commenti (4)

giovedì, 13 ottobre 2005

Miracolo a Torino

Lapo Elkann ieri s'è svegliato. Il bollettino dice che è "lucido, parla, ha risposto ad alcuni test con frasi coerenti e sensate".

Non tutto il male viene per nuocere allora.

postato da pedro.almaviva, 14:44 | link | commenti (5)

126 special

L'Arcidiocesi di Los Angeles ha appena pubblicato un report completo (39 pagine) dal titolo "Report to the people of God: Clergy Sexual Abuse. Archidiocese of Los Angeles 1930 - 2003" che riassume tutto il materiale degli archivi della diocesi raccolto sui preti pedofili.

Non è ovviamente un gesto spontaneo; l'Arcidiocesi era reticente ma è stata costretta a questo gesto dal tribunale, che lì non si piega a 90° come si fa qui camuffando la paura e il proprio atteggiamento supino sotto forma di "rispetto". Tra l'altro quale rispetto ci possa essere per la pedofilia e per chi la copre davvero mi sfugge.

Il tribunale, dicevo, ha imposto alla riluttante Arcidiocesi di LA di rendere pubblici gli archivi; 126 preti pedofili, spesso denunciati al vescovo da confratelli e suore operanti nella stessa comunità, sono stati coperti, protetti, allontanati dalla parrocchia in cui avevano commesso il fatto e riassegnati ad un'altra, dove - ma che stranezza! - hanno ripreso la loro "attività" ovvero l'apostolato presso i bambini. E ditemi se questa espressione non suona agghiacciante, visto l'optional che veniva incluso.

Nell'interessante documento si spiega anche come 20 anni fa i casi di pedofilia siano stati trattati dalla Chiesa come "peccato e debolezza morale": le misure prese furono manifestamente insufficenti e di fatto "lasciarono la porta aperta ad ulteriori abusi". Neanche l'autodenuncia di alcuni preti fu sufficiente a far prendere alla chiesa misure serie in merito.

Naturalmente ora ci saranno cause in tribunale per milioni di dollari e probabilmente una reazione a catena anche presso le altre arcidiocesi. Negli USA la Chiesa cattolica è un ente come tanti altri, senza particolari privilegi - se non quelli che si è auto assegnata coprendo vergognosamente fatti abominevoli di cui era a conoscenza da "soli" 73 anni - che conta circa 60 milioni di fedeli.

La linea dura promessa dal Papa GPII non ha rassicurato affatto i credenti americani, che per non lasciare il rimedio nelle mani del malato, si sta buttando a corpo morto sulla catena di querele che ha praticamente seppelito l'Arcidiocesi di LA e altre importanti diocesi americane.

Questo fatto è indifendibile: sapevano e non hanno fatto niente, hanno preferito mettere tutto a tacere e non certo per tutelare la privacy del pedofilo in questione ma per puro e calcolato interesse: niente più bambini "futuri" fedeli nelle chiese e nelle scuole private confessionali vuol dire niente soldi e la vergogna di uno scandalo.
Poco importa la vergogna che provano i bambini molestati - che si sentono sempre in colpa e sporchi quando subiscono queste cose - e la loro vita rovinata per sempre: questa associazione a delinquere omertosa che si è dimostata essere l'Arcidiocesi di LA e quella di Boston (e...solo queste?) ha preferito salvare la sua faccia invece del corpo e delle anime di bambini innocenti.

Il prossimo vescovo, italiano e non, che vorrà ergersi a moralizzatore delle nostre leggi e dei nostri costumi, dovrebbe avere la decenza di tacere.

Chi è senza peccato scagli la prima pietra, diceva Gesù.

Appunto.

postato da pedro.almaviva, 11:08 | link | commenti

martedì, 11 ottobre 2005

Sul mio comodino

Presto ci sarà questo libro:

L'autore William Koenig presenta una serie di legami - più improbabili della lettura delle carte fatta da qualche mago sulle nostre reti locali - tra la cessione di diritti e terra ai palestinesi e le disgrazie climatiche e non che hanno colpito l'America nei giorni immediatamente successivi a questi accordi.

La sua teoria è che l'avallo da parte degli USA delle cessioni (cessioni?) che Israele - unica e sola terra di Dio - ha fatto ai palestinesi hanno sempre portato disastri naturali, ovvero punizioni di Dio stesso, incazzato come una biscia perché quella terra lui l'aveva data agli ebrei.

A riprova c'è la Bibbia, evidentemente scambiata per un contratto di locazione, in cui pare che Dio abbia anche apposto clausole specifiche sul fatto che gli affittuari di quelle terre possano essere solo ebrei e non altri. Carta canta, è scritto nero su bianco, mica si sono dati solo una stretta di mano.

Un libro cominco - o tragico - a sentire il quale l'ateismo imperante e lo smaccato orientamento filo-palestinese e filo-arabo di questo blog e di altri - che hanno segnalato questa illuminante lettura qualche giorno fa - potrebbero provocare seri problemi quali il cattivo funzionamento del provider Splinder.

Al prossimo messaggio "La piattaforma è in fase di aggiornamento, attendi qualche minuto. Zaccaria 23.17" saprò cosa pensare.

postato da pedro.almaviva, 11:42 | link | commenti (21)

giovedì, 06 ottobre 2005

Colto con le mani nel pacco

Oliviero Toscani è di nuovo nell'occhio del ciclone; si vede che ci sta comodo perché ci finisce spesso e di certo volutamente.
La sua campagna fotografica della linea di abbigliamento Ra-Re ha provocato la richiesta di sospensione dello Iap (Istututo di autodisciplina pubblicitaria) perché le sue immagini erano troppo volgari.
Io ho deciso di postare quella più esplicita ma ce n'è un altra in cui i due modelli sono sul divano e uno sta per baciare l'altro che a me era piaciuta tantissimo quando l'avevo vista. Anche se confesso che il divano m'aveva colpito di più dei vestiti e non so se sono strana io o era inefficace la foto.

Dicevo che lo Iap - che mi fa pensare al cibo per cani con questo nome - s'è parecchio incazzato e così pure Toscani, che ha giustamente risposto che se non riceve ingiunzione da un giudice lui non ferma un bel niente, considerando poi che la campagna Ra-re è pure già finita.

Io però trovo ipocrita il comunicato dello Iap. Perché dice che il loro risentimento è legato alla volgarità delle immagini e non c'entra assolutamente niente col fatto che sono ovviamente immagini gay.
Cito testualmente: "L'ostentazione volgare e provocatoria di situazioni legate all'intimità sessuale porta la comunicazione a scadere in una inaccettabile lesione della sensibilità del pubblico. I messaggi oltre a turbare un pubblico adulto, possono colpire l'attenzione dei minori che non hanno chiavi di lettura per capire le immagini, provocando loro ansia e disagio"

Si parla anche di "netta incongruità tra la comunicazione pubblicitaria avente fini meramente commerciali e le immagini diffuse"

Infine: "Lungi dal volere stimolare un serio e corretto approccio al tema della parità sessuale - conclude il testo - i messaggi mirano unicamente a colpire l'attenzione del pubblico ad ogni costo, turbandone la sensibilità attraverso rappresentazioni volgari tout court". 

E si affrettano anche a precisare: "Non si tratta né di censura né di discriminazione contro gli omosessuali ma di semplice tutela della sensibilità dei cittadini, soprattutto dei minori. Se si fosse trattato di eterosessuali sarebbe stato lo stesso". 

"Sarebbe stato lo stesso" un beato cazzo - scusate il francese - carissimi ipocriti che non sono altro. E "tutela della sensibiltà" un par de' ciufoli.
Perché io non ho sentito nulla in merito alla pubblicità della Diesel in cui un modello cowboy in jeans e cappellaccio che gli copre il viso è adagiato in posizione "guardate 'sto gran pacco" su un divano, alle cui spalle si trovano cinque matrioske gonfiabili, con tanto di espressione "stupita" e inequivocabile da bambola gonfiabile.
E su un'altra pubblicità, non mi ricordo di che marca, in cui un modello era dietro una modella e le teneva una mano stretta su un seno, non ho proprio sentito nessuna protesta.
Dunque "mano su tetta" (che vuol dire sei mia, ti possiedo e non t'amero per sempre) è ok, mentre "mano su pacco" no, è volgare e "lesivo della sensibilità". Però io di modelli con pacco esibito ne ho visti vari. Strano che quello non fosse volgarità; forse perché non alludeva all'omosessualità ma alla potenza del "ce l'ho solo io e con questo ne ho distrutte tante (di donne eh? sia ben chiaro!) a letto"?
Quello dinque non è un'ostentazione volgare e provocatoria di situazioni legate all'intimità sessuale? Lui che da dietro la stringe e le acchiappa una tetta cos'è, una tipica situazione di quando vai a comprare due mezzo chilo di pane e 1 etto di bresaola? Lui le sta dicendo "fa una terza misura abbondante (la tetta, of course è una nota unità di misura) che faccio...lascio o tolgo?".
Non ci sono forse tante immagini distorte della sessualità anche eterosessuale, che creano un immaginario che non ha molta attinenza alla realtà o che, per lo meno, ne fa vedere solo una piccola parte? Non turbano anche quelle i minori che non hanno una chiave di lettura appropriata o gli adulti che hanno studiato educazione sessuale su un testo delle Edizioni Paoline, quindi su un libro vuoto e senza figure? Sì, ma allora censuriamo quelle oppure non ne censuriamo nessuna. E io sono per questa seconda ipotesi, naturalmente.

Il passaggio della netta incongruità tra cominicazione che dovrebbe avere fini commerciali e le immagini diffuse mi fa letteralmente scompisciare. Cioè quando è stata l'ultima volta in cui un messaggio pubblicitario - uno serio, non i cartelloni del ristorante "Da Peppino o' zappatore cucina tipica" che si trovano lungo la statale per Cerignola - ci ha detto chessò "compra quest'auto perché funziona e sta in strada" oppure "compra questa biancheria perché è comoda, carina e non si sfrangia al primo lavaggio in lavatrice"?
I risultati commerciali saranno, si spera, uno degli effetti dell'aver comunicato un certo immaginario, certe emozioni che però col prodotto in se e per se spesso non c'entrano un cazzo.
Non è l'unico modo di comunicare ma è quello che vedo più spesso e, anche se io non capisco un cazzo di teorie e tecniche della comunicazione, non mi si può criticare una pubblicità perché comunica altro oltre al prodotto.
Il fatto non è neanche che "l'altro" che comunica sia volgare o chessò io. Ho già detto che è una balla anche quello.

Resta il fatto che questi sono due uomini che si baciano e si toccano, punto e basta e che questo offende perché offende l'omossesualità, perché non è accettata, senza tante menate sulla tutela o altro.
Sarà che sono deviata allora, perché a me invece è piaciuta molto, mi da, molto più di altre, una sensazione di intimità allegra, divertente anche se esplicita. Paradossalmente non ci vedo nessun "compra questo e sarai un figo" che è il messaggio che di solito percepisco e che mi fa stare sul culo una campagna come i vari messaggi Barilla o Mulino Bianco, su cui farò un post a parte che covo da tempo.

Temo che bisognerà mandare una mia foto segnaletica al Moige o a tutti quei secondo me veri deviati che all'allusione o alla vista dei genitali - anche dei propri immagino - si sentono mancare. Salvo poi lodare il corpo creato da Dio a sua immagine e somiglianza.

postato da pedro.almaviva, 10:47 | link | commenti (11)