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mercoledì, 30 novembre 2005 Senza fine
Devo portare l'auto dal carroziere. Di nuovo. L'anno scorso è stata "ridisegnata" nel profilo anteriore sinistro da un incontro ravvicinato - e truffaldino, era un "professionista" degli incidenti che vive di rimborsi - con una panda. Quest'estate il fianco destro è stato ridisegnato dall'incontro ravvicinato e notturno - la mia auto ha una gran vita sessual/sociale immagino - con un furgone bianco, cui si è aggiunto il 65 sbarrato, che per evitare le auto in seconda fila s'è appoggiato alla mia. Ora dopo lunga degenza presso il carrozziere e una doverosa sosta all'auto lavaggio l'auto era bella fiammante, come non lo è mai stata, nonostante la sua "anima sportiva", come si direbbe su Quattroquote. La sera stessa che l'ho riportata a casa ha cominciato a fulminarsi come un albero di natale che è rimasto troppo acceso: luce di posizione sinistra, poi destra, poi anabbagliante destro - ora il faro destro è completamente spento - e intanto il check elettronico mi segnala invece guasti che non ci sono, perché qualcuno ha invertito i contatti, confondendo le luci della targa col suddetto faro anteriore. La stessa persona che ha invertito i cavi deve anche aver ripiegato l'air bag del passeggero, da sempre mezzo sporgente e storto. Un bijoux insomma, che non vedo l'ora di restituire in cambio di una nuova auto. Anzi pensavo che quando la restituirò potrei uscire dall'auto, metterla in folle in cima ad una discesa che termini al centro vendite dove la restituirò - se non c'è la discesa la posso costruire notte tempo - spingerla un po' e guardarla mentre "entra" dal concessinario facendo quello che ha sempre fatto: un sacco di danni. postato da pedro.almaviva, 10:50 | link | commenti martedì, 29 novembre 2005 Con 'sta faccia da stranier...ehm, da terrorista
La corte d'appello l'ha considerato innocente, almeno per i reati di terrorismo. Lui e i suoi amici tutto sono tranne che una cellula di Al Aqsa o Hamas o i martiri di qualchecosa. Ma in questo paese la mancanza di rispetto per il sistema giudiziario è tale che proprio coloro che dovrebbero abbandonare i personalismi e ricoprire un ruolo pubblico - ovvero i membri del nostro beneamato governo - si mettono a fare sceneggiate davanti ai tribunali, fanno dichiarazioni a mezzo stampa, vogliono annullare tutto. Ed è pure strano che fino ad oggi non sia stata fatta una legge che specifichi che se gli imputati sono nord africani il processo si deve rifare fino a che non si ottiene una sentenza giusta, ovvero di consapevolezza. Beh se rivincono le elezioni visto che il Pres del Cons le sue leggi se l'è fatte, ci sarà spazio anche per i deliri degli alleati, come quello sulla procreazione assistita voluta da Rocco "ledonnesonotutteputtane" Buttiglione che ha trovato spazio in questa legislatura. Oggi faccio considerazioni un po' più serie su questa vicenda, mentre ieri guardando il telegiornale l'unica cosa che mi colpiva era la bellezza di Mouhammad Daki (la foto non gli rende giustizia). Cheddevofà? Lui parlava, diceva quanto era felice di essere uscito di prigione - dopo svariati mesi di carcere da innocente, ma lasciamo perdere - e io ero lì che cercavo di mettere un bavaglio all'ormone che si stava impossessando di me: "shhhhh! zitto, devo ascoltare seriamente quello che dice!" e cercavo di recuperare un po' di dignità. Una mica può fare finta di non vederle e non sentirle certe cose, anche se sembrano inappropriate e magari lo sono, però sono lì. postato da pedro.almaviva, 08:22 | link | commenti (1) lunedì, 28 novembre 2005 Objects in the mirror are closer than they seem
Sono io che do troppa disponibilità? Sì dev'essere così. Non me ne accorgo e semplicemente non tiro una riga per dire: "oltre questa non si passa". E non parlo di tenere gli altri a distanza: l'amore è amore, in tutte le sue forme, però con il lavoro i confini dovrebbero essere più netti. Presa dalla concitazione del momento e dalla mancanza di tempo - ma come cazzo è che le scadenze sono sempre urgenti? - abbasso la guardia e perdo centimetri, metri di spazio vitale. Trattengo il respiro finché non è finita e poi riprendo a respirare solo dopo. Che roba vecchia, che copione già letto e recitato per anni. Però non mi piace ecco: non è su questo che ho riflettuto tutto questo tempo, non è su questo che mi sono sforzata di fare qualche passo, dopo aver considerato l'apnea una norma per anni. Ecco credo che andrò a comprarmi un pacchetto di patatine tra la più laide. E non ho nemmeno la scusa della pms o di altre menate; un cazzo di pacchetto prima di cena, malsano e anarchico, per fare una sonora pernacchia alla giornata. postato da pedro.almaviva, 18:17 | link | commenti (3) I guardiani del fallo
Qui il link al loro sito. Tutto vero. postato da pedro.almaviva, 12:25 | link | commenti (4) venerdì, 25 novembre 2005 Remote Control Mi sono distratta un attimo e anzi, fra poco, andrò a distrarmi nuovamente dai fatti del mondo, perché il lavoro lo esige. Però mi sono fatta un giretto e ho scoperto un paio di cose interessanti. 1) In America il telecomando non è più di moda. Se non ti piace cosa dicono su un'emittente tv allora risolvi il problema alla radice: la bombardi. Pare che in un incontro tra Bush e Blair dell'aprile 2004, Giorg Dabliu Bush si sia lasciato scappare che aveva intenzione di bombardare la sede principale di Al Jazeera nel Qatar. Ovviamente la testate inglese Daily Mirror non s'è fatta scappare l'occasione e appena la notizia è filtrata - dopo un anno, ma tant'è - l'ha pubblicata. 2) Gli olandesi si sono incazzati. Per qualche motivo, più un popolo vive a nord e meno ce lo vedo a incazzarsi. Luoghi comuni, perché agli olandesi la notizia delle prigioni segrete della CIA in Europa dove si torturano (ufficialmente sarebbe "interrogano con metodi a volte poco ortodossi") presunti terroristi ha fatto girare le palle non poco. Ecco e con questa bella visione di un governo che tira fuori le palle e non si mette a tappetino io dovrei ora guardare chessò, le pagine di qualche quotidiano italiano e leggere di devoluzioni - della razza umana direi, guardando Castelli o Calderoli - di trf, di ladronate, porcate, visite a papi, calendari, veline, melisse p, morti per appendicite nel 2005, controllori del movimento per la vita nei consultori per vedere applicata la legge 194 ovvero per dissuadere le donne dall'abortire, casomai poi i loro figli si perdessero leccornìe come il latte avariato della Nestlé che era venuta qui a fare fuori le ultime scorte col placet di Storace, mentre io nei consultori proprio con la foto di Storace girerei dicendo "e se vi nasce così?" e mentre leggo tutto questo mettermi le mani nei capelli, farmi un bel pianto e desiderare ardentemente di cambiare paese. postato da pedro.almaviva, 10:56 | link | commenti (8) sabato, 19 novembre 2005 A piedi non nudi nel parco Succede sempre così, è la storia della mia vita: c'è la prima giornata di vero, reale, freddo invernale - anche troppo dicono le previsioni, pare che siamo sotto le medie stagionali, mentre 2 giorni fa c'erano 19° e si crepava - ma con un sole splendente, e io sono tappata in casa a lavorare, con una testa che fa schifo perché la parrucchiera mi ha paccata e vado in giro che sembro una portinaia, con tanto di mollettone in testa e ciabatte ai piedi. Antierotismo puro. Italianità media che neanche in un film di Alberto Sordi. No, se fossimo in un suo film io starei cucinando l'abbacchio da stamattina, peserei almeno 25/30 chili in più e avrei una nidiata di figli che mi corre per casa, invece di un cane che sta talmente comodo nel suo nuovo cuscino-materasso che non intende mettere il naso fuori dalla cuccia. Dicevo: è la storia della mia vita, che ho passato per buona parte seduta alla scrivania per studiare, mentre il mondo fuori scorreva e io non avevo idea di come fosse e ci fantasticavo su. Salvo poi prendere porte in faccia, si capisce. Adesso però mica si tratta di fantasticare: una sgambettata nel parco, l'acquisto degli ultimi regali - sì, ho comprato quasi tutto. per la prima volta regalerò cose che mi piacciono molto, che sento giuste per le persone per le quali le ho scelte, senza forzature e formalità - insomma puro cazzeggio, sarebbero cose più che sufficienti per me. Io con 'sto freddo prenderei la bicicletta - per dire - che mi hanno regalato tipo tre anni fa e che prende freddo e polvere sul balcone e me ne andrei in giro. Proprio girando, ma senza bicicletta, due settimane fa sono salita sull'altalena che c'è alla Pellerina. Era il ponte del 1 novembre e non c'era nessuno, specie di domenica mattina: ho preso il cane e sono entrata nel recinto dei giochi per bambini, dove il suddetto cane non potrebbe entrare, ma in fondo era festa anche per lei, e sono salita sull'altalena. Ecco il lavoro, dicevo: ci devo tornare. Che almeno questo sacrificio serva a qualcosa. Per renderlo divertente potrei lavorare in piedi sulla sedia: se spingo forte chissà dove posso arrivare. postato da pedro.almaviva, 14:49 | link | commenti (7) venerdì, 18 novembre 2005 Pillole di saggezza (dove non te le aspettavi però) Ogni tanto Rachida - la mia insegnante di arabo, sì, anche se non ho i soldi per permettermi le lezioni e tra poco venderò un rene per studiare - mi lascia di stucco. Lei pensa di darmi lezioni di grammatica araba, ma a me sembra di essere a filosofia. Sul fatto che il passato (remoto e prossimo) si esprima con una forma che si chiama tempo perfetto: Il passato è perfetto, perché è compiuto, è completo. Tutto ciò che è completo è perfetto e non modificabile, indipendentemente dal significato del verbo. Sul fatto che per negare un'azione si debba usare la particella Lam (non) seguita dal verbo in forma di tempo imperfetto (cioè l'equivalente del nostro presente, ma anche del nostro imperfetto): il passato non si può negare. Una cosa fatta è compiuta, come puoi dirne il contrario? O lo neghi in assoluto, aggiungendoci l'avverbio mai, oppure devi usare la forma imperfetta, perché è l'unica negabile. Torno a casa sempre perplessa. Meno male che questi dovrebbero essere barbari e portatori di una cultura inferiore. postato da pedro.almaviva, 08:33 | link | commenti (2) lunedì, 14 novembre 2005 La frase del fine settimana e della vita tutta Mesi, anni di riflessioni, di sentimenti che "tuirano" (cfr. in piemontese: girano) dentro. L'essere umano non è un sistema coerente di regole e norme, non sempre si desidera ciò che è obiettivamente corretto desiderare, non sempre si è felici o infelici in base a principi socialmente desiderabili. Adesso devo solo buttare via la chiave della gabbia. Anche la gabbia. Capisco la crisi degli alloggi, ma viverci dentro non è bello. Non è bello nemmeno guardarla da fuori. Via. Aria! postato da pedro.almaviva, 10:21 | link | commenti (2) mercoledì, 09 novembre 2005 L'ospite misterioso di Celentano domani è... Oltre alla già annunciata Sabina Guzzanti secondo me l'ospite è Michael Moore. Mia personale deduzione, alle 14.39. ETA: Alla fine poi no. Però era nell'aria e c'è stato un problema (umh...) all'ultimo minuto. postato da pedro.almaviva, 13:40 | link | commenti (2) Uso adeguato della forza Qui un articolo di Gennaro Carotenuto che intervista Javier Couso fratello di Josè, cameramen dell'emittente spagnola Tele5, assassinato dai soldati americani che, quel giorno, avevano ricevuto l'ordine di "andare per giornalisti" - come noi andiamo, chessò, per funghi - uccidendo giornalisti di Al Jazeera, Al Arabia e quelli residenti all'Hotel Palestine, fra cui gli inviati di Tele5. E questa è la parte migliore e più leggera dell'articolo. postato da pedro.almaviva, 08:59 | link | commenti lunedì, 07 novembre 2005 Un groppo in gola E' una sensazione che capita raramente di provare - per fortuna? - e che spesso si cita magari in luogo di qualcosa di più leggero, solo per enfatizzarlo. Io però l'ho sentito oggi, leggendo questa notizia su Haaretz.com. La settimana scorsa un bambino palestinese di 12 anni è stato ucciso per errore a Janin dai soldati israeliani, che avevano scambiato la sua pistola giocattolo per una vera. Io non so quanto siano diverse le pistole giocattolo da quelle vere, non so con quanta leggerezza o meno abbiano sparato, e siccome non c'ero non lo posso dire né ipotizzare. In mezzo a tutte le stronzate che sono state scritte in questi giorni sulla questione Iran contro Israele, che tiene banco solo da noi, mentre gli altri paesi occidentali, dopo aver dedicato lo spazio dovuto alla questione, sono passati oltre e s'interrogano inquietati su dove siano le prigioni-incubo, create dalla CIA in tutta Europa per torturare (sarebbe "detenere" e "interrogare", ma fonti della stessa CIA ammettono che i metodi non sono esattamente soft) i terroristi o presunti tali, dopo tutte le fiaccolate e il riempirsi la bocca della parola pace, quando viene compiuto un gesto, ancorché simbolico, così altruistico, non si dice niente. Questa mancanza sta ormai diventando strutturale, non ha eguali in altri paesi, e non cambierà con un ipotetico cambio di governo, nè sulla carta stampata nè men che meno in tv. Tornano però - l'ho sentito oggi in un negozio - le gonne a palloncino che andavano negli anni '80: più spazio per ospitare i culi opulenti che hanno - ormai quasi del tutto - rimpiazzato i cervelli. postato da pedro.almaviva, 15:12 | link | commenti (6) venerdì, 04 novembre 2005 Come le foglie in autunno Non sono puntualissima io. Nella vita intendo, in generale. Però in una cosa sto diventando brava: beccarmi un malanno di stagione non appena il foglio del calendario gira e si arriva a Novembre. L'anno scorso stessa cosa: rientrata dal ponte a Berlino dove avevo fatto - senza peraltro potermelo permettere - la giovane scapestrata che di giorno va in giro sotto la pioggia torrenziale e di sera si gode la night life berlinese (fantastica!), mi ero presa un raffreddore colossale, una roba che non mi capitava da anni. E me l'ero portato dietro, con complicanze varie, per circa 3 settimane. Ora no, ora non ho fatto la giovane selvaggia che beve assenzio e fuma - si fa per dire - nei caffé letterari, con la sciarpina attorno al collo, la giacchetta cheap un po' stretta e magari con le toppe ai gomiti e una copia di qualsivoglia libro di Pasolini sotto il braccio. In quest'ultimo ponte ho fatto qualche passeggiata, la spesa, le pulizie e cercato di dormire un po'. Mia nonna buonanima, fatti salvi i suoi ultimi mesi di vita, faceva cose più estreme. postato da pedro.almaviva, 16:41 | link | commenti (3) giovedì, 03 novembre 2005 Il mattino ha l'uranio in bocca Per iniziare bene la giornata ho letto questo, da una testata che è una mia lettura quotidiana. Sempre dalla stessa fonte leggo questo, che avevo visto già ieri (ma era solo una proposta, mentre oggi sono iniziati i primi piccoli passi) e di cui in Italia non si parla. Tanto non è importante. L'aveva auspicato ieri Prodi nella sua lettera a Sharon, ma se non l'avessi letto altrove non avrei capito di che cazzo stesse parlando. E infine questo, giusto per dar una botta di utopia alla giornata. postato da pedro.almaviva, 10:36 | link | commenti (1) mercoledì, 02 novembre 2005 Inventario dell'esistenza Mi capita spesso durante le brevi vacanze - che di solito non riesco a sfruttare per un breve viaggio/fuga dal quotidiano - di fare ordine nei cassetti. In questo ponte avevo deciso di migliorare la mia scrivania di lavoro, ché tra pezzi di incenso, immagini di Ganesh, vecchie bollette mai aperte e fiori secchi sembra tutto tranne che una postazione di lavoro. Invece non ci sono riuscita. Mi sono persa nei cassetti della camera da letto, dove ho scoperto cose di cui ignoravo l'esistenza. E non ho finito. Ho spostato un po' di cose qui, altre là, riempito il sacco dell'immondizia e via. Non ce l'ho fatta a liberarmene, non era uno di quei giorni in cui riuscivo a dire, per ogni oggetto inutile trovato: "ora non ne ho più bisogno e se ne avrò ancora piuttosto lo ricompro". Giorni da coperta di Linus. postato da pedro.almaviva, 14:26 | link | commenti (3) E Achille disse: "Io Menelao le mani" L'altra sera ho visto Troy. La serata era inizata bene, avevo visto un telefilm carino, Grey's anatomy, che però va visto senza il doppiaggio perché Meredith, la protagonista, è doppiata dalla stessa attrice che doppia la mia eroina televisiva, Lorelai Gilmore di Gilmore Girls e che riesce nel non facile intento di farla sembrare una minorata mentale. Segue visione del film di Michele Placido Ovunque sei: ho perso il primi 45 minuti e ringrazio il cielo, ché il film è talmente brutto che il momento più alto è la visione di Stefano Accorsi nudo come un verme con il suo giacomino in bella mostra. Questo per dire le vette sfiorate da questa sonora cialtronata. Facendo zapping mi accorgo che su Sky cinema 2 c'è Troy e, avendone sentito parlare malissimo, non resisto: mi sintonizzo e lo guardo. Anche di questo film ho perso l'inizio ma, conoscendo giusto un po' la trama, sono riuscita comunque a capirne il seguito ed ad apprezzare l'opera di Wolfgang Petersen. Tra l'altro il film era accreditato a W. Petersen, che sono anche le iniziali dell'attore che interpreta Grissom in CSI, per cui ho temuto ad un certo un punto che avremmo visto lo stercorario di Troia invece del cavallo. La prima scena in cui incappo è quella in cui Agamennone, Menelao, Ettore e Paride si parlano sotto le mura di Troia: gli eserciti sono schierati e loro si confrontano sul perché i greci sono andati fin lì ovvero riprendere Elena, la moglie di Menelao, che ovviamente è bionda e con gli occhi azzurri. Ritornano all'accampamento e lì c'è Achille ovvero Brad Pitt sfigurato dal cortisone, dalle lampade e da una tinta bionda che neanche Platinette.
I greci entrano, nascosti nel cavallo, tra mura di Troia, città notoriamente ornata da statue che erano una via di mezzo tra le koré e Tutankamon, aspettano la notte e escono. Penso: finalmente! Hanno letto libro allora! Invece no. Dentro al cavallo c'è anche Achille che è tornato a Troia per amore, ovvero ripredersi Briseide!!!! Paride: Ehi tu, come ti chiami? postato da pedro.almaviva, 11:01 | link | commenti (3) martedì, 01 novembre 2005 Tra il dire e il fare ci sta di mezzo il male In questo bellissimo post di Lia tutto ma proprio tutto - compreso un mio commento che aggiunge quello che volevo mettere qui - quello che penso su questa buffonata che è la manifestazione anti Iran e pro Israele che si sta organizzando a Roma. Sulla suddetta manifestazione poi, l'apertura dell'articolo sul Corriere sul fatto che "Chi non parteciperà giovedì 3 novembre alla manifestazione davanti all'ambasciata iraniana a Roma di protesta contro le parole del presidente iraniano Ahmadinejad sarà considerato un nemico di Israele e degli ebrei italiani." (lo sostiene, in un'intervista comparsa sul quotidiano israeliano «Maariv», il portavoce della comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici) credo non abbia bisogno di commenti. Il mio disappunto su come si stiano accodando a questa manifestazione strumentale del cazzo anche gli esponeti dei Ds è grande. E lo è ancora di più perché so che sono, per la maggior parte, filo-palestinesi, ma che stanno cercando di vendersi all'elettorato indeciso, pur avendo nei sondaggi attuali 7 punti di vantaggio, anche dopo la legge salva Cdl sul proporzionale. Perché nessuno di questi dice: "Sì, ok, sono contro queste dichiarazioni deliranti, ma non facciamoci risucchiare come al solito dal tubo cadotico. Questo pompare la dichiarazione dell'Iran unito a qualche dichiarazione di Castelli sugli zingari che rapiscono i bambini serve per distogliere l'attenzione dai problemi veri come l'andare a picco della nostra economia." postato da pedro.almaviva, 10:57 | link | commenti (6) |