[Pedro Almaviva]
 


Autoritratto






venerdì, 31 marzo 2006

Nuvenia pocket day

Oggi c'è il sole, sono uscita in giacchetta, tutta truccata e coi capelli al vento, ma sono tra l'incazzato e il triste-lacrimevole e non ci posso fare niente.

Vorrei fare un esperimento: prendere un gruppo di dieci uomini e fargli provare la sindrome premestruale per circa 6 mesi. Non un anno intero, che da vere checche quali sono non resisterebbero. Il massimo dell'altalena di emozioni per loro è un sorpasso in Formula 1 o un gol al novantesimo, magari fatto da loro stessi se appartengono a quei tristi figuri che tentano invano di lottare contro la panza che avanza dopo i trenta, andando a procurarsi uno stiramento alla partita di calcetto della domenica.

Vorrei farlo, questo esperimento, perché per tanto che si sforzino nessuno di loro è in grado di capire come si sta; il massimo che puoi ottenere è un po' di compassione, ma di quella che si da a quei poveretti vestiti di tutto punto e con ai piedi le scarpe da ginnastica e l'aria un po' persa - o a volte troppo allegra - che camminano avanti e indietro per i portici di Piazza San Carlo straparlando a vuoto.
Ed è un problema trasversale al genere maschile questo, perchè mi è capitato di incontrarlo, il sorriso sornione da "eh già son quei giorni" anche con colleghi, quei pochissimi con cui ero in confidenza e ai quali era comunque difficile che sfuggisse la cosa, visto che di solito rispondevo "cazzo, ma ti pesava quel grosso culone che usi al posto del cervello a prendere l'orologio stamattina" alla domanda "che ora è?".

L'unica cura in questo caso è la luppoloterapia - detta anche una birra media - con un'amica la sera.
Va bene anche la vinoterapia, tanto è tutta roba naturale.
 

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giovedì, 30 marzo 2006

The shower of love

No, non è una digressione sulla mia vita matrimoniale.
Il fatto che l'arrivo e il montaggio del nuovo scaldabagno meritava un post, come il sole di ieri. Sempre di caldo e benessere si tratta.

Ora l'acqua scende a fiotti ed è calda, quasi l'idea platonica di doccia.

Mentre scrivo tutto questo stringo la garanzia in una mano e una testa d'aglio con una presa di sale dall'altra ovviamente, che qui si va per l'approccio scientifico e razionale.

postato da pedro.almaviva, 14:00 | link | commenti (2)

mercoledì, 29 marzo 2006

Walking on sunshine

E' facile e banale essere di buon umore quando c'è una giornata così, però non sento la necessità di essere originale oggi.

Sarà anche perché mi sono fatta una pera in vena di tisana ieri sera e sono riuscita a dormire, ma mi va di bloggare il mio buonumore. Avevo anche l'acqua calda per lavarmi, stamattina, anche se questo mi fa più incazzare che altro, perché domani dovrò sborsare una cifra enorme per cambiare uno scaldabagno che, prima della sostituzione ha ripreso a funzionare e genere acqua calda a tonnellate, anche se non so mai quando.

Poi oggi mi sono spostata fuori casa e lavoro appoggiandomi all'ufficio di un ex-compagno di Università, col quale spero di organizzare e creare anche qualcosa sul piano professionale, appena ce n'è l'occasione.

Ha pure vinto il centrosinistra. In Israele, d'accordo, ma è già qualcosa, anzi forse è molto di più di quanto sembri.

postato da pedro.almaviva, 15:04 | link | commenti (1)

martedì, 28 marzo 2006

Boiler room - ovvero di quando andai a Lourdes

Ci sono periodi così, da triangolo delle Bermuda e sembra che tutto quello che tocco si fulmini e si guasti.

Dopo una simpatica parentesi con il mio portatile ("Buongiorno, vorrei sostituire la batteria del mio portatile Sony" "Non la sostituiamo, è un bene deperibile" "Aveva 5 giorni" "Ah, allora gliela mando via corriere") hanno lasciato, forse temporaneamente, forse no, questa terra:

- il forno a microonde: non è chiaro se sia il forno o solo la presa dove è attaccato. E' un po' scomodo da spostare perché pesa una tonnellata, quindi è mancato il tempo di testare dove sia il guasto.

- lo scaldabagno: la fortuna vuole che sia di una marca che è fallita e quindi, anche se sarebbe sufficiente sostuire un pezzo dall'irrisorio costo di 20 euro, dovrò pagarmene uno nuovo di pacca perchè il suddetto pezzo non esiste presso i fornitori. La situazione al momento è: acqua dalla temperatura variabile fra i 100°C e i 5°C, in maniera non pianificabile.

- il bollitore elettrico: è sempre stato un po' tarocco, perché fu acquistato in UK ma non s'è mai completamente adattato all'Italia. Sembra che parli di un cristiano in carne ed ossa, ma insomma il senso è questo. Sostituirlo comunque è stato relativamente economico e il tono su tono che fa con i muri della cucina è valso la spesa. Sono al delirio, lo so.

Inoltre sono arrivata a lisciare la nottata: sono lì stesa nel letto ma vorrei correre i 1000 metri piani. L'arrivo della primavera m'è stato fatale.
Vedo che c'è luce fino a tardi, sento gli uccellini che cinguettano e mi sento tutta carica di energie. Anche alle 4 del mattino.
Sto meditando un'assunzione al turno di notte di qualche fabbrica. Almeno oltre alla stanchezza e alle occhiaie da procione, che questa cosa mi frutti qualcosa di buono sul piano economico. Poi dovrei votare Bertinotti però e in casa potrebbe sorgere qualche tensione.
C'è di buono che non sono ansiosa: ho imparato che se il corpo va da una parte è inutile che il cervello cerchi di andare da un'altra. Prima o poi si parleranno ed arriveranno ad una soluzione.
Gesù, sembro una naturopata olistica antroposofa. Per fare media adesso devo menzionare almeno due o tre principi farmacologici chimici: Ibuprofene! Nimesulide! Loperamide!

Ok, ora va meglio, ma forse nei miei pochi lettori è aumentata la preoccupazione per la salute mentale.

postato da pedro.almaviva, 12:25 | link | commenti (6)

lunedì, 27 marzo 2006

Ha da venì Prodone

I toni della campagna elettorale più che accesi si fanno patetici. Questo manifesto però è divertente, anche se sono sicura che qualche fesso creda veramente che se vincesse il centro sinistra saremmo tutti in divisa - ah, no quello era Mao - a fare gli operai nelle fabbriche di stato.

postato da pedro.almaviva, 11:25 | link | commenti

venerdì, 24 marzo 2006

Isola il caiman

Il film di Moretti esce oggi e io sto cercando di non sapere come va a finire, ma è davvero dura. Ma perché cazzo i giornalisti devono raccontare il finale? Anzi perché devono raccontare qualunque stralcio della trama?
Se fosse per me imporrei le recensioni solo quando il film è uscito dalle sale (e non nelle sale), oppure imporrei le recensioni solo sullo stile del regista - e già qui molti sarebbero esclusi, ché con la parola stile o anche personalità non hanno molta familiarità - o sul talento degli attori, proibendo qualsiasi riferimento alla trama. E' una cosa che mi manda ai pazzi.
E' così difficile rimanere sui tratti generali? I trailer ci riescono e non fanno spoiling, così quando uno va al cinema - e già in casa maruti-almaviva è cosa rarissima - si siede sulla sua poltroncina e si gusta tutto il film dall'inizio alla fine.
Io appartengo alla categoria di quelli che a meno che il film non sia di un'ovvietà sconcertante, riesce a farsi prendere e stupire da una storia se è ben scritta.
Anzi addirittura quando i film vanno sul satellite - per esempio qualche film vecchio - anche se l'ho già visto la mia mente ha felicemente cancellato moltissimi dettagli, quindi sono capace di ri-sorprendermi e intrattermi con quella pellicola quasi come se fosse la prima volta.

Io andrò certamente a vedere il film, anche se al posto di Moretti l'avrei fatto uscire dopo le elezioni e non due settimane prima.

La fiducia in sè stessi che dovrebbero avere i politici - specie di centro sinistra - dovrebbe essere tale da essere indifferente all'uscita del film e da non temerlo, come invece pare fare Prodi.
Dal momento però che la molti elettori sono una manica di de-cerebrati, spettatori di Amici o di Grande Fratello 20 (a quanto cazzo sono arrivati?) e magari anche di quel finto telegiornale che è Studio Aperto, il pericolo di spostare i voti dei moderati con un film simile c'è.
Moderati che è poi un eufemismo per dire ottusi, borghesi conformisti e baciapile, per quanto mi riguarda, ma senza i quali purtroppo in questo paese di merda non c'è modo di andare al governo.
Più che altro non è la trama in sé che io temo, ma il fatto che darà ancora più esposizione mediatica gratuita a uno che non ne ha affatto bisogno. Prodi ha un bel dire e ridire che vuole parlare del programma e non del suo avversario, e fa anche bene.
Peccato che sia una lotta impari, del tipo dieci contro uno, perché quello del Cavalieri è il nome più pronunciato e il volto più mostrato in tv.
L'unica speranza è che faccia qualche altro scivolone: ha la faccia stanca, tirata e si comporta veramente come Hitler nel bunker, con una forte sindrome da accerchiamento.
Io come ho detto più volte ho già pronta la valigia e non è neanche piccola (vero luca?); se le cose non vanno come devono andare io non starò a guardare.

postato da pedro.almaviva, 09:45 | link | commenti (3)

martedì, 21 marzo 2006

Things may come, things may go

E' arrivato il primo giorno di primavera. E' grigio e fa fresco ma è primavera.

Se n'è andata silenziosamente - ma in un giorno speciale, com'è sempre stato nel suo stile - una persona cara.

Il rumore delle gocce di pioggia è come mi sento adesso.

postato da pedro.almaviva, 09:06 | link | commenti (9)

sabato, 18 marzo 2006

Insane in the mad brain (insane got no brain!)

Ci deve essere qualcosa nell'acqua di Palazzo Chigi, oppure alcuni autorevoli - si fa per dire - esponenti del Centrodestra sono andati tutti a mangiare una grossa partita di cozze avariate e qualche streptococco s'è impossessato del loro cervello oltre che del loro intestino.

Oggi Berlusconi ha deciso che il mal di culo - lombosciatalgia in linguaggio scientifico - causatogli dal forzoso inserimento nelle terga delle tre punte di cui al mio post di ieri, poteva essere guarito e che lui poteva quindi partecipare alla conferenza sulla competitività indetta da Confindustria, dopo che ieri aveva dato forfait.

Che fosse in pieno delirio lo si è capito appena ha aperto bocca, quando ha detto che dopo le dichiarazioni date dal signor Prodi (veramente sarebbe Presidente, visto che è una carica che non si perde) erano di tale portata che lui ha "ordinato ai suoi medici di guarirlo dalla lombosciatalgia e di rimetterlo in piedi". Lui non guarisce come gli altri! No lui ordina di essere curato e guarisce.
Dopo questa premessa è partito con una sequela di stronzate per le quali è stato fischiato: voi provate a leggere il televideo e scoprirete che ci sono stati "applausi per Berlusconi". Tutto vero, solo che gli applausi erano del 10/15% dei partecipanti, mentre gli altri l'hanno ricoperto di un'impressionante salvata di fischi. Per saperlo però dovrete guardare SkyTg24.
In realtà all'inizio l'hanno ascoltato basiti, quando ha dato la ricetta per riprendersi:
- la sinistra è pessimista e le cose non vanno tanto male (è andato a dirlo agli imprenditori, non alla mia signora delle pulizie che non ha cifre per comprovarlo, ma agli imprenditori)
- andate meno a casa e lavorate di più, non si risolleva il paese se non si lavora
Poi è partito con la parte migliore, quella in cui si è alzato di scatto (ma il maldischiena?) dalla poltrona che aveva sul palco ed è partito a ricoprire di insulti Della Valle: lì è inizata una constestazione pesante, fatta di fischi e di "buuuu" che lui, invece di stemperare, ha pensato di incalzare con affermazioni del tipo "e quando Della Valle si rivolge al Presidente del consiglio deve dargli del lei, non del tu".

Si dice spesso: nemo profeta in patria. Mentre in patria Berlusconi fa sembrare Confindustria un covo di bolscevichi, fuori dalla patria il brillante ministro Giovanardi se ne esce con alcune affermazioni un po' forti, che però egli giudica espressione del suo pensiero e quindi come tali esprimibili liberamente.
L'affermazione fatta nei confronti delle leggi olandesi sull'eutanasia sono: "Le idee di Hitler stanno per tornare in Europa: le leggi olandesi permettono l'eutanasia, e c'è un dibattito sulla possibile soppressione dei bambini con patologie".
Grazie a questa uscita, dopo il rischio di entrare in guerra con la Norvegia causato dalle sboronate di Berlusconi sulle sue armi da latin lover usate sul Primo Ministro norvegese, rischiamo la guerra con l'Olanda, dal momento che il ministro degli esteri olandese ha convocato il nostro ambasciatore all'Aja.

E siccome hanno più culo che anima e quando non basta usano i tg Uno e Due, oggi c'è lo sciopero dei giornalisti della carta stampata e di tutto questo probabilmente non si sentirà parlare.

postato da pedro.almaviva, 15:10 | link | commenti

venerdì, 17 marzo 2006

Mors tua, chiappa mea

Leggo oggi su repubblica.it che è ricominciato il gioco del "si salvi chi può" nella CdL. Naturalmente non è chiamato esplicitamente così ma "schema a tre punte", dove però le tre punte stanno per essere inserite nel deretano di colui che perderà lo spareggio interno.

Fini e Casini in coro - oltre che evidentemente in rima - ribadiscono che Berlusconi non è il monarca della CdL, che il suo intervento finale nel confronto con Prodi ha fatto cagare e che sperano di prendere anche un solo voto in più di lui (e dell'altro dei due, ovviamente), perché questo significherebbe diventare presidente del consiglio in caso di una - brrrr, sto male a pensarlo - vittoria del centrodestra alle prossime elezioni.

Certe mattine mi sembra di essere ad un passo da qualche grosso cambiamento, poi leggo notizie come queste e vedo che i cambiamenti si fanno sempre - anche quando non sembra - a piccoli passi, che vanno digeriti con calma e soprattutto liberi da un obbligo di coerenza tra ciò che si è studiato - e che è stato scelto in tempi in cui certi voli pindarici non erano ammissibili - e ciò che si desidera e si è più portati a fare.
La primavera mi fa sempre questo effetto e il fatto che ci siano elezioni che avranno esiti importanti sul questo paese mi fa sentire ancora di più questo aumento di carico.

Però la primavera è anche tepore - non quanto ne vorrei, dopo un inverno così logorantemente freddo - e voglia di accettare giornate di sano e umano rincoglionimento, specie quando si è voluto fare i giovani e ci si accorge che una birretta piccola da lo stesso hang over di una sbronza con tutti i crismi.

postato da pedro.almaviva, 12:20 | link | commenti (1)

martedì, 14 marzo 2006

Scent of (too many) women

Vorrei un editto di qualche genere, una legge statale, paratatale, provinciale, comunale o anche solo condominiale che proibisca rigorosamente a chi si è dato più di due spruzzate di profumo di entrare in ascensore e ammorbarlo per le tre ore successive.

Non è possibile che la mattina, con ancora il profumo del caffé nelle narici e quel riconglionimento che solo il secondo caffé potrà se non eliminare quantomeno ridurre, io debba essere letteralmente aggredita da una sprangata di note talcate-cipriate o peggio ancora di scadente dopobarba.

E' una cosa che mi manda in bestia, mi sconquassa lo stomaco fino al punto che devo aspettare qualche minuto quando torno su dalla passeggiata con Daisy per poter mangiare il mio sacro saccottino.
Oltretutto abito in un palazzo principalmente popolato da anziani quindi il profumo non è neanche una di quelle fragranze fiorite e leggere che, anche se utilizzate in dosi industriali, risultano quantomento gradevoli, nonssignore, è un tripudio di talco e spezie che neanche il gas nervino, di cui non conosco la composizione ma era l'unica cosa venefica da inalare che mi venisse in mente in questo momento.
Non ultimo l'ascensore non è esattamente nuovo e ha un orrendo tappeto setoloso che assorbe gli odori.

Per fortuna si tratta solo di due piani, che però la mattina non mi riesce di fare a piedi, pena una discesa per le scale modello sci d'acqua, con Daisy nelle vesti del motoscafo e io in quelle di Fantozzi all'isola di Capri che si splama sui faraglioni.

L'apice olfattivo che si può raggiungere in questo palazzo comunque è quello dell'ora di pranzo: profumazzo canel n° 5 in ascensore e broccoletto ripassato in padella con l'aglio per le scale. Roba da stendere un cavallo in corsa.
Ma dico: esistono le finestre in cucina, no? Non siamo in Inghilterra, dove nei condomini le cucine e i bagni sono ciechi. E allora quando fai il soffrittino cazzo aprila, la finestra.
Se l'odore arriva fino alla tromba delle scale, che percentuale di ossigeno avrà in casa la massaia cuciniera?

Ooops, 2 minuti alle 13: vado a sigillare la porta e accendere la candela profumata. Quando il gioco si fa duro...

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mercoledì, 08 marzo 2006

Quella volta che

La mattina dell'8 marzo di qualche anno fa ero da sola in radio che trasmettevo mentre i miei colleghi non erano ancora arrivati e un ascoltatore disegnò su un foglio - anche bene devo dire - un ramoscello di mimosa e me lo mandò via fax.

Stupidamente non ho conservato quel foglio, perché non ho mai avuto molta cura dei ricordi o forse perché allora, per quanto il gesto mi avesse fatto un enorme piacere, ero imbarazzata da certi slanci gratuiti o dalla semplice idea che qualcuno potesse avere un pensiero così carino per me.

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lunedì, 06 marzo 2006

The way young eaters do

Qualche tempo fa ho riscoperto un classico della mia infanzia: il saccottino. Per la verità si tratta di un classico per qualcun altro, perché io ai tempi della scuola non amavo la pallotta spugnosa che era allora, riempita di una dose avara di marmellata all'albicocca.

Poi per fortuna quelli del Mulino Bianco, mentre si facevano fare quelle pubblicità da vomito con la colonna sonora simil-Enya del Gladiatore, hanno pensato di cambiare alcuni loro classici e renderli finalmente commestibili.

Ecco che qui arrivo io, che dopo aver assaggiato il nuovo saccottino nell'unica variante per me sensata, quella al cioccolato, ne sono diventata una cultrice.

La mattina dopo il doppio caffé, la passeggiata con Daisy e la doccia arriva il momento del rito: sul tostapane dalla forma avveniristica, dall'illuminante nome di Avanti e dotato di apposita griglietta scalda brioches, scaldo il saccottino prima di consumarlo.
Per evitare che il saccottino esploda - specie se uno usa il microonde per scaldarlo - ogni saccottino ha un piccolo forellino, dal quale fuoriesce un po' di cioccolato.

Quando il saccottino è pronto si pone il dilemma: da che lato iniziare? Perché da quello già si capiscono molte cose.

Se inizi da davanti in pratica affondi già la faccia nel cioccolato, in un tripudio di trigliceridi. Trattasi dell'approccio più godereccio e sprecone, quindi quello che prediligo. Io e il cioccolato ci guardiamo negli occhi e poi è il deliquio. 
Se inizi dalla parte posteriore il cioccolato arriva dopo un po' e la parte migliore è decisamente l'ultimo morso: questa è la versione "prima fatica e poi godi", molto in voga presso i cattolici e che per questo raramente utilizzo.

Ho provato a cambiare merendine: nella dispensa ci sono una marea di Nastrine - una marea destinata a ridursi rapidamente grazie alle zampate del szm - e anche qualche croissant alla crema (altro nuovo prodotto del Mulino Bianco) ma nulla ha potuto distrarmi.
Il latte di riso e i cereali biologici poi sono lì che mi fissano tentando vanamente di farmi sentire in colpa: guardano me, guardano il mio girocoscia e poi guardano di nuovo me ma io, almeno finché non andrò da Calzedonia a comprare quel microbikini da urlo che ho visto in vetrina, ho deciso di fare glutei (?) da mercante.

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giovedì, 02 marzo 2006

Bicos nos only

Berlusconi è in visita ufficiale negli Stati Uniti.

L'ineffabile barzellettiere che ci fa, ahinoi, da Presidente del Consiglio non si è fatto scappare l'occasione, incontrando la delegazione italo-americana, oltre che di esibire il suo leggendario inglese anche di raccontare l'esperienza delle sue prime pippe con una copia di Playboy.

Sì sì, avete letto bene.

In realtà non era poi lui a farsele (sì, certo, come no) ma aveva una copia di Playboy regalatagli dallo zio d'America - perché l'uomo che ha una zia suora non può non avere anche lo zio d'America - che utilizzava a scuola al liceo, dove concedeva la rivista in prestito per 10 minuti al compagno che gli dava la merenda più buona.

Non a caso poi parlando al Congresso si è rivolto ai deputati chiamandoli "member of the Congress".

postato da pedro.almaviva, 10:18 | link | commenti (14)

mercoledì, 01 marzo 2006

Stiamo tutti bene

Dal momento che nessuno ha commentato il post qui sotto, ma ho ricevuto diversi sms e messaggi vari allarmati ci tengo a precisare che sto bene.

Ma insomma: il tempo fa cagare quasi costantemente da 4 mesi e quando cambia lo fa solo per poco, per illuderci che possiamo toglierci la giacchetta e mostrare il piedino, per poi gelarci nuovamente, Berlusconi è in tv quasi costantemente e quando non c'è lui c'è qualche gallina che starnazza e si sgola a Sanremo oppure semplicemente mostra "per caso" una tetta, potremmo ritrovarci un altro governo di centro destra per altri 4 anni - ho già la valigia pronta ed è di dimensioni sufficienti a schiaffarci dentro tutta la casa e il trio maruti - oppure un governo di centrosinistra non in grado di governare, nessuno fa più dischi che mi venga voglia di comprare, tranne forse loro, e io non posso concedermi un post un po' tristanzuolo e pessimista? Mica so' de fero!

Non è neanche colpa mia se mancano gli argomenti di dibattito.
Voglio dire: Berlusconi è andato a farsi fare una pippa da Bush - per dirla in francese - Israele ha ucciso con un missile un altro capo di Hamas (ma quanti sono?), c'è un gatto con l'aviaria che scatenerà, c'è da giurarlo, la fobia dei gatti e se possibili l'aumento degli abbandoni e il Festival di Sanremo è da suicidio per quanto è noioso.

Sono campionessa nazionale di polemica carpiata con avvitamento, ma di fronte a tanto piattume neanche il mio talento può molto.

postato da pedro.almaviva, 12:15 | link | commenti (1)