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venerdì, 31 marzo 2006 Nuvenia pocket day Oggi c'è il sole, sono uscita in giacchetta, tutta truccata e coi capelli al vento, ma sono tra l'incazzato e il triste-lacrimevole e non ci posso fare niente. Vorrei farlo, questo esperimento, perché per tanto che si sforzino nessuno di loro è in grado di capire come si sta; il massimo che puoi ottenere è un po' di compassione, ma di quella che si da a quei poveretti vestiti di tutto punto e con ai piedi le scarpe da ginnastica e l'aria un po' persa - o a volte troppo allegra - che camminano avanti e indietro per i portici di Piazza San Carlo straparlando a vuoto. L'unica cura in questo caso è la luppoloterapia - detta anche una birra media - con un'amica la sera. postato da pedro.almaviva, 15:37 | link | commenti (4) giovedì, 30 marzo 2006 The shower of love No, non è una digressione sulla mia vita matrimoniale. postato da pedro.almaviva, 14:00 | link | commenti (2) mercoledì, 29 marzo 2006 Walking on sunshine E' facile e banale essere di buon umore quando c'è una giornata così, però non sento la necessità di essere originale oggi. Sarà anche perché mi sono fatta una pera in vena di tisana ieri sera e sono riuscita a dormire, ma mi va di bloggare il mio buonumore. Avevo anche l'acqua calda per lavarmi, stamattina, anche se questo mi fa più incazzare che altro, perché domani dovrò sborsare una cifra enorme per cambiare uno scaldabagno che, prima della sostituzione ha ripreso a funzionare e genere acqua calda a tonnellate, anche se non so mai quando. Poi oggi mi sono spostata fuori casa e lavoro appoggiandomi all'ufficio di un ex-compagno di Università, col quale spero di organizzare e creare anche qualcosa sul piano professionale, appena ce n'è l'occasione. Ha pure vinto il centrosinistra. In Israele, d'accordo, ma è già qualcosa, anzi forse è molto di più di quanto sembri. postato da pedro.almaviva, 15:04 | link | commenti (1) martedì, 28 marzo 2006 Boiler room - ovvero di quando andai a Lourdes Ci sono periodi così, da triangolo delle Bermuda e sembra che tutto quello che tocco si fulmini e si guasti. Dopo una simpatica parentesi con il mio portatile ("Buongiorno, vorrei sostituire la batteria del mio portatile Sony" "Non la sostituiamo, è un bene deperibile" "Aveva 5 giorni" "Ah, allora gliela mando via corriere") hanno lasciato, forse temporaneamente, forse no, questa terra: - il forno a microonde: non è chiaro se sia il forno o solo la presa dove è attaccato. E' un po' scomodo da spostare perché pesa una tonnellata, quindi è mancato il tempo di testare dove sia il guasto. - lo scaldabagno: la fortuna vuole che sia di una marca che è fallita e quindi, anche se sarebbe sufficiente sostuire un pezzo dall'irrisorio costo di 20 euro, dovrò pagarmene uno nuovo di pacca perchè il suddetto pezzo non esiste presso i fornitori. La situazione al momento è: acqua dalla temperatura variabile fra i 100°C e i 5°C, in maniera non pianificabile. - il bollitore elettrico: è sempre stato un po' tarocco, perché fu acquistato in UK ma non s'è mai completamente adattato all'Italia. Sembra che parli di un cristiano in carne ed ossa, ma insomma il senso è questo. Sostituirlo comunque è stato relativamente economico e il tono su tono che fa con i muri della cucina è valso la spesa. Sono al delirio, lo so. Inoltre sono arrivata a lisciare la nottata: sono lì stesa nel letto ma vorrei correre i 1000 metri piani. L'arrivo della primavera m'è stato fatale. Ok, ora va meglio, ma forse nei miei pochi lettori è aumentata la preoccupazione per la salute mentale. postato da pedro.almaviva, 12:25 | link | commenti (6) lunedì, 27 marzo 2006 Ha da venì Prodone
I toni della campagna elettorale più che accesi si fanno patetici. Questo manifesto però è divertente, anche se sono sicura che qualche fesso creda veramente che se vincesse il centro sinistra saremmo tutti in divisa - ah, no quello era Mao - a fare gli operai nelle fabbriche di stato. postato da pedro.almaviva, 11:25 | link | commenti venerdì, 24 marzo 2006 Isola il caiman Il film di Moretti esce oggi e io sto cercando di non sapere come va a finire, ma è davvero dura. Ma perché cazzo i giornalisti devono raccontare il finale? Anzi perché devono raccontare qualunque stralcio della trama? Io andrò certamente a vedere il film, anche se al posto di Moretti l'avrei fatto uscire dopo le elezioni e non due settimane prima. La fiducia in sè stessi che dovrebbero avere i politici - specie di centro sinistra - dovrebbe essere tale da essere indifferente all'uscita del film e da non temerlo, come invece pare fare Prodi. postato da pedro.almaviva, 09:45 | link | commenti (3) martedì, 21 marzo 2006 Things may come, things may go E' arrivato il primo giorno di primavera. E' grigio e fa fresco ma è primavera. Se n'è andata silenziosamente - ma in un giorno speciale, com'è sempre stato nel suo stile - una persona cara. Il rumore delle gocce di pioggia è come mi sento adesso. postato da pedro.almaviva, 09:06 | link | commenti (9) sabato, 18 marzo 2006 Insane in the mad brain (insane got no brain!) Ci deve essere qualcosa nell'acqua di Palazzo Chigi, oppure alcuni autorevoli - si fa per dire - esponenti del Centrodestra sono andati tutti a mangiare una grossa partita di cozze avariate e qualche streptococco s'è impossessato del loro cervello oltre che del loro intestino. Oggi Berlusconi ha deciso che il mal di culo - lombosciatalgia in linguaggio scientifico - causatogli dal forzoso inserimento nelle terga delle tre punte di cui al mio post di ieri, poteva essere guarito e che lui poteva quindi partecipare alla conferenza sulla competitività indetta da Confindustria, dopo che ieri aveva dato forfait. Che fosse in pieno delirio lo si è capito appena ha aperto bocca, quando ha detto che dopo le dichiarazioni date dal signor Prodi (veramente sarebbe Presidente, visto che è una carica che non si perde) erano di tale portata che lui ha "ordinato ai suoi medici di guarirlo dalla lombosciatalgia e di rimetterlo in piedi". Lui non guarisce come gli altri! No lui ordina di essere curato e guarisce. Si dice spesso: nemo profeta in patria. Mentre in patria Berlusconi fa sembrare Confindustria un covo di bolscevichi, fuori dalla patria il brillante ministro Giovanardi se ne esce con alcune affermazioni un po' forti, che però egli giudica espressione del suo pensiero e quindi come tali esprimibili liberamente. E siccome hanno più culo che anima e quando non basta usano i tg Uno e Due, oggi c'è lo sciopero dei giornalisti della carta stampata e di tutto questo probabilmente non si sentirà parlare. postato da pedro.almaviva, 15:10 | link | commenti venerdì, 17 marzo 2006 Mors tua, chiappa mea Leggo oggi su repubblica.it che è ricominciato il gioco del "si salvi chi può" nella CdL. Naturalmente non è chiamato esplicitamente così ma "schema a tre punte", dove però le tre punte stanno per essere inserite nel deretano di colui che perderà lo spareggio interno. Fini e Casini in coro - oltre che evidentemente in rima - ribadiscono che Berlusconi non è il monarca della CdL, che il suo intervento finale nel confronto con Prodi ha fatto cagare e che sperano di prendere anche un solo voto in più di lui (e dell'altro dei due, ovviamente), perché questo significherebbe diventare presidente del consiglio in caso di una - brrrr, sto male a pensarlo - vittoria del centrodestra alle prossime elezioni. Certe mattine mi sembra di essere ad un passo da qualche grosso cambiamento, poi leggo notizie come queste e vedo che i cambiamenti si fanno sempre - anche quando non sembra - a piccoli passi, che vanno digeriti con calma e soprattutto liberi da un obbligo di coerenza tra ciò che si è studiato - e che è stato scelto in tempi in cui certi voli pindarici non erano ammissibili - e ciò che si desidera e si è più portati a fare. postato da pedro.almaviva, 12:20 | link | commenti (1) martedì, 14 marzo 2006 Scent of (too many) women Vorrei un editto di qualche genere, una legge statale, paratatale, provinciale, comunale o anche solo condominiale che proibisca rigorosamente a chi si è dato più di due spruzzate di profumo di entrare in ascensore e ammorbarlo per le tre ore successive. Non è possibile che la mattina, con ancora il profumo del caffé nelle narici e quel riconglionimento che solo il secondo caffé potrà se non eliminare quantomeno ridurre, io debba essere letteralmente aggredita da una sprangata di note talcate-cipriate o peggio ancora di scadente dopobarba. E' una cosa che mi manda in bestia, mi sconquassa lo stomaco fino al punto che devo aspettare qualche minuto quando torno su dalla passeggiata con Daisy per poter mangiare il mio sacro saccottino. Per fortuna si tratta solo di due piani, che però la mattina non mi riesce di fare a piedi, pena una discesa per le scale modello sci d'acqua, con Daisy nelle vesti del motoscafo e io in quelle di Fantozzi all'isola di Capri che si splama sui faraglioni. Ooops, 2 minuti alle 13: vado a sigillare la porta e accendere la candela profumata. Quando il gioco si fa duro... postato da pedro.almaviva, 12:00 | link | commenti (6) mercoledì, 08 marzo 2006 Quella volta che
La mattina dell'8 marzo di qualche anno fa ero da sola in radio che trasmettevo mentre i miei colleghi non erano ancora arrivati e un ascoltatore disegnò su un foglio - anche bene devo dire - un ramoscello di mimosa e me lo mandò via fax. Stupidamente non ho conservato quel foglio, perché non ho mai avuto molta cura dei ricordi o forse perché allora, per quanto il gesto mi avesse fatto un enorme piacere, ero imbarazzata da certi slanci gratuiti o dalla semplice idea che qualcuno potesse avere un pensiero così carino per me. postato da pedro.almaviva, 10:53 | link | commenti (8) lunedì, 06 marzo 2006 The way young eaters do
Qualche tempo fa ho riscoperto un classico della mia infanzia: il saccottino. Per la verità si tratta di un classico per qualcun altro, perché io ai tempi della scuola non amavo la pallotta spugnosa che era allora, riempita di una dose avara di marmellata all'albicocca. Poi per fortuna quelli del Mulino Bianco, mentre si facevano fare quelle pubblicità da vomito con la colonna sonora simil-Enya del Gladiatore, hanno pensato di cambiare alcuni loro classici e renderli finalmente commestibili. Ecco che qui arrivo io, che dopo aver assaggiato il nuovo saccottino nell'unica variante per me sensata, quella al cioccolato, ne sono diventata una cultrice. La mattina dopo il doppio caffé, la passeggiata con Daisy e la doccia arriva il momento del rito: sul tostapane dalla forma avveniristica, dall'illuminante nome di Avanti e dotato di apposita griglietta scalda brioches, scaldo il saccottino prima di consumarlo. Quando il saccottino è pronto si pone il dilemma: da che lato iniziare? Perché da quello già si capiscono molte cose. postato da pedro.almaviva, 17:14 | link | commenti (16) giovedì, 02 marzo 2006 Bicos nos only Berlusconi è in visita ufficiale negli Stati Uniti. L'ineffabile barzellettiere che ci fa, ahinoi, da Presidente del Consiglio non si è fatto scappare l'occasione, incontrando la delegazione italo-americana, oltre che di esibire il suo leggendario inglese anche di raccontare l'esperienza delle sue prime pippe con una copia di Playboy. Sì sì, avete letto bene. In realtà non era poi lui a farsele (sì, certo, come no) ma aveva una copia di Playboy regalatagli dallo zio d'America - perché l'uomo che ha una zia suora non può non avere anche lo zio d'America - che utilizzava a scuola al liceo, dove concedeva la rivista in prestito per 10 minuti al compagno che gli dava la merenda più buona. Non a caso poi parlando al Congresso si è rivolto ai deputati chiamandoli "member of the Congress". postato da pedro.almaviva, 10:18 | link | commenti (14) mercoledì, 01 marzo 2006 Stiamo tutti bene
Dal momento che nessuno ha commentato il post qui sotto, ma ho ricevuto diversi sms e messaggi vari allarmati ci tengo a precisare che sto bene. Ma insomma: il tempo fa cagare quasi costantemente da 4 mesi e quando cambia lo fa solo per poco, per illuderci che possiamo toglierci la giacchetta e mostrare il piedino, per poi gelarci nuovamente, Berlusconi è in tv quasi costantemente e quando non c'è lui c'è qualche gallina che starnazza e si sgola a Sanremo oppure semplicemente mostra "per caso" una tetta, potremmo ritrovarci un altro governo di centro destra per altri 4 anni - ho già la valigia pronta ed è di dimensioni sufficienti a schiaffarci dentro tutta la casa e il trio maruti - oppure un governo di centrosinistra non in grado di governare, nessuno fa più dischi che mi venga voglia di comprare, tranne forse loro, e io non posso concedermi un post un po' tristanzuolo e pessimista? Mica so' de fero! Non è neanche colpa mia se mancano gli argomenti di dibattito. Sono campionessa nazionale di polemica carpiata con avvitamento, ma di fronte a tanto piattume neanche il mio talento può molto. postato da pedro.almaviva, 12:15 | link | commenti (1) |